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Tre ragazze vincono le borse di studio intitolate a Gianfilippo D’Anna

La commissione dello “Jacopo del Duca Diego Bianca Amato”, presieduta dalla prof. Fortunata Luparello, ha esaminato gli elaborati che partecipano quest’anno alla Borsa di studio Gianfilippo D’Anna. Dopo un attento esame la commissione ha fatto avere il responso. La prima borsa di studio del valore di 500 euro è stata assegnata a Marylucy Giordano che frequenta il plesso della sede Centrale. La seconda borsa di studio di trecento euro è stata assegnata a Elena Saporito che frequenta, invece, il plesso del Liceo artistico. La terza borsa di studio, del valore di duecento euro, è stata assegnata, infine, a Matilde Puccia che frequenta il Plesso del Liceo scientifico di Campofelice di Roccella. Le Borse di studio saranno consegnate il prossimo 2 ottobre 2019, giorno della nascita terrena di Gianfilippo D’Anna, nel corso di una manifestazione che si terrà presso l’Auditorium della sede centrale della nostra scuola.

Gianfilippo D’Anna era un ragazzo molto allegro che amava la vita, amava stare con gli amici e con loro giocare, scherzare, andare in motorino e mangiare la pizza che era il suo piatto preferito. E’ morto prematuramente il 22 settembre del 1986 mentre frequentava il corso Geometri dell’Istituto Tecnico Jacopo Del Duca. Gianfilippo amava andare a scuola ed era molto orgoglioso dei suoi nuovi libri e della sua “carpettona blu” con tutto l’occorrente per i suoi studi tecnici. Era molto legato alla sua famiglia, ai nonni, agli zii e soprattutto al fratello ed alla sorella ai quali inviava lettere e disegni quando per le cure era costretto a stare lontano da loro. Si divertiva a fare scherzi a tutti, anche agli infermieri ed ai medici con i quali aveva stabilito un bel rapporto d’amicizia.

Gianfilippo era un ragazzo come tanti che lascia a noi tutti un messaggio: amare la vita sempre e comunque, affrontare le prove anche le più difficili con coraggio, fede e speranza e non perdere mai la gioia che traspariva dai suoi immensi occhi neri. Così lo ricordava in una lettera di Natale il nostro concittadino Nicola Imbraguglio: “Gianfilippo si dovette abituare a convivere con la sofferenza… Sono ben altri gli altri gli interessi dei bambini, per lui il male era una parentesi; era invece la sua vita, quella di ogni giorno, da passare con gli amici, a giocare, studiare, a fare il suo vero interesse. L’innocenza non la rapporti con la morte perchè ancora non conosce il mondo dei dubbi, delle incertezze, quel grande mistero della esistenza che tutti ci avvolge. Ci sarebbe, semmai, da chiedere alle stelle il perchè ancora tante piccole vite falcidiate, nel mondo dalla malattia, dalla fame, dalle guerre». Mi piace ricordare sempre il suo sorriso, la sua fame di pizzette, la sua voglia di lavorare, già ammalato, per i poveri, per quelli che egli chiamava i bambini  meno fortunati…