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Le pesche fanno bene o male a chi ha il diabete? La risposta della medicina

Le pesche fanno bene o male a chi ha il diabete? «Chi ha il diabete o la glicemia alta dovrebbe fare attenzione a quanta e quale tipologia di frutta mettere in tavola. Infatti, è importante non dimenticare che la frutta è ricca di fruttosio, che, essendo un particolare tipo di zucchero, contribuisce a innalzare i livelli glicemici nel sangue». Lo afferma il sito www.diabete.net che aggiunge: «E’ altrettanto corretto sfatare finalmente il “falso mito” secondo cui chi ha il diabete dovrebbe mangiare solo mele verdi: secondo le ultime indicazioni della Fondazione Umberto Veronesi, chi ha il diabete (o anche solo la glicemia alta) dovrebbe limitare il consumo di alcuni tipi di frutta, come ad esempio banane, fichi, uva, cachi e castagne. Via libera invece, seppur con la giusta moderazione, a mele, pere, nespole, arance, pesche, fragole, albicocche e lamponi, caratterizzati da un basso indice glicemico». Sì alle poche, quindi, ma con attenzione. Il segreto per conciliare il consumo di frutta e il diabete è selezionare quei prodotti che contengono meno zuccheri e che hanno un basso indice glicemico. In realtà, quando si parla di frutta e diabete, non esistono divieti assoluti.

Come mangiare le pesche? E’ bene scegliere quelle mature e mangiarle entro 2-3 giorni. Quando si comprano al supermercato sono in genere meno mature. Matureranno meglio se lasciate per 3-7 giorni lontano dalla luce solare e a temperatura ambiente. L’ideale è metterle in frigo in un sacchetto di carta quando hanno raggiunto il grado che preferisci. Lava solo quelle da mangiare. Bagnarle prima di refrigerarle può promuovere la sviluppo di batteri. Il modo migliore per mangiare una pesca matura è quello di affondare i denti. Si può mangiare tutto fatta eccezione per il nocciolo duro al centro. Utilizza un coltello da cucina per affettare dal punto di attaccatura del picciolo fino alla parte inferiore e completa il cerchio affondando fino al nocciolo. Stacca le due metà, quindi taglia ciascuna in tre o più spicchi a seconda di quanto è grande. Questo è un ottimo modo per fare uno spuntino con pesche fresche.

Quali sono i benefici delle pesche? Nella buccia e nella polpa sono contenute varie sostanze ad azione antiossidante come il beta-carotene, la luteina, la zeaxantina, la vitamina E, la vitamina C, l’acido clorogenico e vari composti fenolici. Tutte queste sostanze prevengono i danni causati dall’ossidazione. Nello stesso tempo esercitano effetti benefici sia sull’apparato cardiovascolare che sulla prevenzione di tumori. La pesca è un frutto ideale per prevenire la disidratazione che si ha quando si suda. Questo frutto aiuta a placare la sete. La pesca riduce la pressione arteriosa. IL tutto è dovuto al potassio che contiene che è in grado di equilibrare la pressione arteriosa e di favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso. La vitamina C contenuta nella pesca rinforza il sistema immunitario e protegge dall’attacco di virus e batteri. La pesca aiuta nella riduzione del colesterolo cattivo. La fibra contenuta nella pesca aiuta a ridurne i livelli di colesterolo abbassando il cosiddetto colesterolo cattivo. Lo stesso potassio contenuto nella pesca stimola la diuresi, contrastando la ritenzione idrica e la cellulite e mantenendo in salute i reni. La pesca contiene due antiossidanti, luteina e zeaxantina, che nell’organismo si trovano principalmente nella retina degli occhi dove la proteggono dai danni delle radiazioni luminose. Per questo motivo il consumo della pesca favorisce la salute degli occhi. La pesca contiene una buona quantità di fibra, che aiuta a stimolare il transito intestinale e a disintossicare dalle tossine. Ecco perché mangiare la pesca aiuta a contrastare la stitichezza. La pesca è un frutto che si digerisce facilmente quindi può essere consumata da chi soffre di cattiva digestione, dalle donne in gravidanza e dai bambini che la adorano per il suo sapore dolce e succoso.

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