La Sicilia ospita più di 1.500 chilometri di coste e un entroterra che alterna vulcani, canyon e altopiani, eppure la maggior parte dei viaggiatori finisce per visitarne sempre e solo una manciata di luoghi simbolo. Con l’estate ormai alle porte e località come Taormina, San Vito Lo Capo e la Valle dei Templi già verso il tutto esaurito, cercare un’alternativa è l’occasione per scoprire paesaggi belli quanto le mete più celebri, se non di più.
Esistono infatti angoli poco conosciuti che offrono scenari naturali di grande bellezza, che spaziano dal mare alla montagna, passando per le colline e le campagne, pur rimanendo fuori dai grandi flussi turistici. Ecco sette paesaggi selezionati per chi quest’anno vuole cambiare rotta e scoprire il volto meno noto dell’isola più grande del Mediterraneo.
1. Cava Grande del Cassibile, provincia di Siracusa
Nel cuore dei Monti Iblei, la Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile si estende per 2700 ettari ed è solcata da uno dei canyon più imponenti d’Europa. Il territorio è dominato da pareti calcaree che toccano il massimo di 507 metri nella zona belvedere di Avola antica, scavate nei millenni dal fiume Cassibile. Uno dei luoghi più iconici è il sistema dei laghetti naturali, chiamati localmente uruvi, una collana di piccole vasche dalle acque verde smeraldo raggiungibili tramite un’antica scalinata scolpita nella roccia, la Scala Cruci. Verso il fondovalle, dove il fiume incontra antichi villaggi rupestri siculi, il paesaggio si fa più selvaggio e silenzioso, preservando l’atmosfera primordiale di una Sicilia geologica e arcaica.
2. Alicudi, Isole Eolie
La più occidentale e remota delle Eolie, Alicudi alterna lungo i suoi pochi chilometri quadrati pendii vulcanici coperti di erica e un litorale di ciottoli scuri sul quale si affacciano case bianche dal tetto piatto. Tra le sue caratteristiche più sorprendenti spicca l’assenza quasi totale di strade carrozzabili: niente auto né motorini, gli spostamenti avvengono solo a piedi o sul dorso degli asini lungo le antiche mulattiere. Il litorale prosegue verso fondali ricchi di vita marina, frequentati dagli appassionati di immersioni. Questa particolare conformazione ha reso l’isola una meta d’elezione per chi cerca un isolamento autentico e ritmi distanti dal turismo balneare delle vicine Lipari e Panarea.
3. Pantalica, provincia di Siracusa
Tra le valli scavate dai fiumi Anapo e Calcinara, l’altopiano di Pantalica è stato inserito nel 2005 dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità. Le pareti del canyon sono scandite da una stratificazione storica vertiginosa: oltre 5.000 tombe scavate nella roccia, risalenti al periodo compreso tra il XIII e il VII secolo a.C., punteggiano gli strapiombi come un alveare preistorico. Oltre alle necropoli, l’altopiano conserva i resti dell’Anaktoron, il cosiddetto palazzo del principe, e tre villaggi bizantini rupestri con oratori affrescati. Lungo il fondovalle scorre il fiume Anapo, dove un sentiero pianeggiante segue il tracciato di una ferrovia ottocentesca dismessa, oggi immersa in una vegetazione lussureggiante.
4. Gole dell’Alcantara, provincia di Messina
Ai piedi del versante settentrionale dell’Etna, le Gole dell’Alcantara sono un canyon naturale dalla genesi unica nel Mediterraneo. Le pareti di roccia, alte fino a 50 metri, sono formate da basalto lavico risalente a un’antichissima eruzione dell’Etna; il rapido raffreddamento della lava a contatto con l’acqua del fiume ha creato impressionanti formazioni prismatiche, simili a canne d’organo, che rendono il paesaggio quasi extraterrestre. Le acque gelide e cristalline che scorrono tra le pareti basaltiche permettono in estate il body rafting e il trekking fluviale, mentre il parco circostante tutela un ecosistema fluviale raro testimoniato da gole, laghetti e cascate.
5. Laguna dello Stagnone e Mozia, provincia di Trapani
Tra Trapani e Marsala si estende la laguna dello Stagnone, una distesa di acque basse e salmastre punteggiata da quattro isole e dal paesaggio inconfondibile delle saline. L’isola principale, Mozia, è una piccola isola abitata fin dall’antichità dai Fenici, e conserva un sito archeologico di rilievo internazionale insieme alla celebre statua del Giovinetto in marmo. Lungo la Via del Sale che costeggia la laguna si incontrano pittoresche torri in stile olandese, originariamente utilizzate per pompare l’acqua tra le vasche delle saline e per macinare il sale, particolarmente fotogeniche al tramonto, quando l’orizzonte si tinge di rosa e arancione riflesso nelle vasche poco profonde.
6. Valle del Belice e il Grande Cretto di Burri, provincia di Trapani
Nel cuore della Sicilia occidentale, la Valle del Belice è un territorio agricolo segnato dal terremoto del 1968, oggi punteggiato da borghi rurali, vigneti e da una delle opere di land art più imponenti al mondo. A Gibellina sorge il Grande Cretto di Alberto Burri, un immenso sudario di cemento bianco che ricopre le macerie della vecchia città di Gibellina, completamente distrutta dal terremoto: un labirinto di camminamenti che ripercorre l’antica pianta urbana, restituendo la memoria del luogo come monumento silenzioso. Intorno, strade silenziose corrono tra le campagne coltivate a vigneti, attraversando paesaggi dove è ancora possibile percorrere lunghi tratti di strada senza incontrare anima viva.
7. Riserva dello Zingaro, provincia di Trapani
Tra San Vito Lo Capo e Scopello si estende la Riserva Naturale dello Zingaro, la prima riserva naturale istituita in Sicilia, nel 1981. Lungo i suoi sette chilometri di costa si snodano sentieri che attraversano la macchia mediterranea e collegano calette di ciottoli bianchi affacciate su un mare turchese. Sull’isola della riserva gli spostamenti avvengono esclusivamente a piedi: il divieto di circolazione per le auto ha permesso di mantenere intatto l’equilibrio del paesaggio, rendendola una meta privilegiata per chi cerca un contatto diretto con l’ambiente e ritmi distanti dalla mondanità balneare della vicina Mondello.















