Un percorso storico e autentico, per un cammino lento e profondo: la Magna Via Francigena. Partiamo per la Sicilia, alla volta di uno dei cammini più affascinanti del Sud Italia, tra trazzere e regie strade, borghi medievali e altipiani, mosaici dorati e templi greci. Situato lungo la direttrice che collega il Tirreno al Canale di Sicilia, è considerato uno dei pellegrinaggi più suggestivi dell’isola e, se cercate un itinerario che vi faccia staccare la spina, questo è proprio quello che fa per voi. Diversi giorni di totale isolamento dalla frenesia quotidiana, sospesi tra colline arse dal sole e boschi silenziosi, tra antichi santuari e villaggi sospesi nel tempo. Qui passeggerete lungo antichi sentieri percorsi da pellegrini e mercanti, regie trazzere borboniche, mulattiere e tracce di strade romane, che renderanno ancora più avvincente il cammino.
Trekking lungo la Magna Via Francigena
Scheda tecnica Partenza e arrivo: Cattedrale di Palermo – Cattedrale di Agrigento
Lunghezza: 184,4 km
Dislivello: circa 6.595 metri complessivi
Tempo di percorrenza: 9 giorni (9 tappe ufficiali)
Difficoltà: E – Escursionistica impegnativa per sforzo prolungato
Il percorso
Per la prima tappa, si va da Palermo a Santa Cristina Gela. Il tempo di percorrenza è di circa 7-8 ore, per un tragitto di 25,3 chilometri e un dislivello considerevole di oltre 1.000 metri in salita. Tappa lunga e tecnicamente impegnativa per via dell’attraversamento iniziale della periferia palermitana, ma la sosta a Monreale, con i mosaici dorati della Cattedrale di Santa Maria Nuova, ripaga ampiamente la fatica.
La seconda tappa va da Santa Cristina Gela a Corleone. Vi aspettano circa 6 ore di cammino per poco più di 26 chilometri, con saliscendi costanti tra pascoli, campi di transumanza e lo sfondo del Bosco della Ficuzza dominato dalla Rocca Busambra. Attenzione alla scarsa ombra: utile partire all’alba nei mesi più caldi.
La terza tappa porta da Corleone a Prizzi, con un percorso di circa 22 chilometri e 750 metri di dislivello in salita. Il cammino attraversa una Sicilia che non ti aspetti, fatta di aree umide e boschi, fino a raggiungere il piccolo lago di Prizzi e il borgo medievale arroccato a 900 metri di altitudine sopra la valle del Sosio. Consigliato il pernottamento nel centro storico, da esplorare al tramonto.
Per la quarta tappa, si riparte da Prizzi e si raggiunge Castronovo di Sicilia, lungo circa 27 chilometri di trazzere e altipiani. Castronovo è il cuore storico della Magna Via, antica sede della corte normanna e centro del progetto archeologico legato al cammino: nei pressi del paese si incontra il sito archeologico del Kassar, insediamento bizantino ancora in corso di scavo.
La quinta tappa scende da Castronovo a Cammarata e San Giovanni Gemini, due paesi gemelli adagiati alle pendici del Monte Cammarata. Lungo i 12,5 chilometri del percorso si incontrano le Grotte di Capelvenere, antica necropoli punica, e il Casale di San Pietro, chiesa fortificata che da secoli accoglie i viandanti.
La sesta tappa, da Cammarata a Sutera, è una delle più suggestive: circa 18-19 chilometri lungo il fiume Platani, costeggiando antiche miniere di zolfo dismesse. Sutera, dominata dall’imponente rupe di San Paolino, è uno dei borghi più belli d’Italia e merita una sosta lenta.
La settima tappa, da Sutera a Racalmuto/Grotte, è una delle più lunghe e impegnative: 24,7 chilometri con quasi 800 metri di dislivello tra salite e discese. Si raccomanda di partire ben forniti d’acqua, 2 litri in primavera e autunno, fino a 3 litri nei mesi estivi. Racalmuto è la città natale di Leonardo Sciascia, dove vale la pena fermarsi per visitare la casa dello scrittore.
L’ottava tappa porta da Grotte a Joppolo Giancaxio, circa 20 chilometri attraverso vallate punteggiate di ulivi e piccole campagne assolate. Joppolo si annuncia con la sua caratteristica piazza centrale dominata dal restaurato Castello Ducale Colonna.
La nona e ultima tappa? Da Joppolo Giancaxio a Agrigento. Sono poco meno di 16 chilometri percorsi in 4-5 ore lungo il torrente Akragas, fino all’ascesa finale verso la rupe Atenea. Il traguardo è la maestosa scalinata della Cattedrale di San Gerlando, ma il vero finale è davanti: la Valle dei Templi, con i suoi otto templi dorici costruiti tra il VI e il V secolo a.C., uno degli scenari archeologici più spettacolari del Mediterraneo.
Magna Via Francigena: un cammino antico nel cuore della Sicilia profonda
La Magna Via Francigena è un percorso recuperato a partire dal 2013, nato dall’intuizione del Comune di Castronovo di Sicilia e dell’Associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia. L’idea era quella di ripristinare e valorizzare i sentieri di un’antica via medievale che poggia su tracciati ancora più antichi, seguendo strade romane, vie bizantine, itinerari arabi e percorsi di transumanza. Un cammino storico che, per oltre 180 chilometri, attraversa il cuore profondo dell’isola, dalla costa tirrenica di Palermo alla costa mediterranea di Agrigento, attraversando le province di Palermo, Caltanissetta e Agrigento. Il nome significa letteralmente “Grande Strada dei Franchi” e in epoca normanna e bizantina rappresentava uno dei principali collegamenti interni della Sicilia, mettendo in comunicazione i porti del Tirreno con quelli del Canale di Sicilia. Un’esperienza spettacolare, dunque, ma che richiede molta attenzione. La Magna Via Francigena, infatti, non è per tutti, ma potremmo definirla come un cammino “per chi cerca la Sicilia vera”.
Bisogna essere allenati, riuscire a camminare per molte ore al giorno ed essere in grado di affrontare tappe anche superiori ai 25 chilometri sotto il sole. Serve sapersi orientare, gestire l’idratazione e avere una buona resistenza fisica e mentale. E, poi, non bisogna dimenticare il giusto abbigliamento ed equipaggiamento: scarpe da trekking ben rodate, cappello, protezione solare, almeno due borracce e barrette energetiche per le tappe più isolate. La scelta consigliata è di affidarsi alle strutture di accoglienza convenzionate e all’Associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia, che mette a disposizione il bagaglio di conoscenze storiche e culturali del territorio, oltre che la rete delle accoglienze diffuse, dove ogni tappa diventa anche un incontro con la calorosa ospitalità siciliana.















