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Attenzione a mangiare fichi d’india tutti i giorni. Ecco cosa può accadere

Attenzione a mangiare fichi d’india tutti i giorni. Occorre evitare un consumo eccessivo di questi frutti. I numerosi semi presenti possono provocare costipazione e altri effetti collaterali di tipo gastrointestinale. Mangiarne troppi fichi d’india potrebbe causare stitichezza in quanto le fibre, se introdotte in grandi quantità nell’organismo, invece di facilitare il transito intestinale, formano una sorta di “tappo”. Un consumo eccessivo potrebbe anche causare un blocco intestinale. Eccedere nel consumo dei fichi d’India, quindi, può provocare comunque effetti indesiderati a tutto l’apparato gastrointestinale. Il consumo di fichi d’india non è indicato in caso di infiammazioni dell’intestino. I semi dei fichi d’India, infatti, rischiano di incastrarsi nelle anse dell’intestino, aggravando le infiammazioni intestinali già presenti. I fichi d’india sono sconsigliati in caso di diverticoli. Chi soffre di diverticolosi o allergie, come gonfiore di labbra, lingua e gola, prurito o rossore, è bene che faccia particolare attenzione. Il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico, prima di procedere con un consumo prolungato, soprattutto se si assumono farmaci. In commercio sono disponibili diversi prodotti a base di fichi d’India. Consigliamo di evitarne l’assunzione durante la gravidanza e l’allattamento, in quanto non sono stati effettuati studi clinici per valutarne la sicurezza.

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Quali cibi dovrebbe evitare chi soffre di stitichezza? Per contrastare la stitichezza bisogna evitare alcuni cibi che risultano essere irritanti per stomaco e intestino. Il cioccolato può avere effetti astringenti per via dei tannini che contiene. Da evitare sono anche le bevande zuccherate e gassate. Ad irritare l’intestino pensa anche il latte intero perché crea situazioni di disbiosi intestinale e finisce anche con il rallentare l’intestino per via del contenuto di calcio. Stesso discorso vale per panna, burro e formaggi grassi. Da evitare anche i salumi e le carni grasse. Sotto accusa sono i grassi, il sale, gli additivi e i conservanti presenti in questi alimenti. Da evitare anche la frittura di pesce. Crea anche ristagni e rallentamenti che interessano tutto il processo digestivo. Nemici dell’intestino sono anche pane, dolci e prodotti da forno preparati con farina raffinata.

I fichi d’india aiutano a dimagrire? Le fibre dei fichi d’india hanno una benefica azione sull’intestino e favoriscono il senso di sazietà, allontanando il rischio di mangiare continuamente nel corso della giornata. I fichi d’india mantengono bassa la glicemia del sangue e permettono di assimilare meno grassi e zuccheri. Sono diverse le diete a base di fichi d’india che vengono proposte su internet per avere un corpo in linea e portare avanti un programma per dimagrire. Per dimagrire velocemente viene anche proposto il succo di pala di fichi d’india. I fichi d’india freschi sono ricchi di vitamina C, potassio e magnesio. Consumati regolarmente, facilitano la diuresi e favoriscono l’eliminazione dei calcoli renali. I fichi d’india contengono le fibre solubili e insolubili che servono a controllare l’appetito, ridurre l’assimilazione di grassi e zuccheri e contrastare la stitichezza. I fichi d’india consentono di eliminare più facilmente il grasso addominale e i liquidi in eccesso. Per avere gli effetti dimagranti migliori occorre consumare i fichi d’india mezz’ora prima dei pasti. In questo modo si controlla l’appetito e si assimilano meno zuccheri e grassi. Inoltre s evitano i picchi glicemici dopo i pasti causa di una per-produzione di insulina che comporta un maggior accumulo di adipe. Il succo di fichi d’india è una bevanda per saziare che riduce l’assorbimento di zuccheri e grassi favorendo il dimagrimento. Il succo di fischi d’india, infatti, dona il senso di sazietà, diminuendo l’appetito. Preparalo a casa non è difficile. Basta tagliare la buccia e riporre il frutto in un panno di cotone. Avvolgerlo su se stesso e strizzare su di un recipiente in grado di accoglierne il succo da bere.