Geraci Siculo: un museo di otto secoli di storia sparso in dieci chiese del borgo

Sono dieci le chiese che ancora oggi si possono visitare a Geraci Siculo. Chiese che rimandano indietro negli anni a quando la comunità era la capitale della Contea ma anche agli anni che hanno visto Geraci al centro di scambi culturale e sociali. Un percorso all’interno delle dieci chiese che mostra un museo di opere d’arte che racchiudono otto decenni di storia. 

Chiesa di Santa Maria Maggiore. E’ la chiesa Madre. Fu consacrata il 16 agosto 1495. La sua costruzione risale a più di un secolo prima e cioè verso la mettà del XIV secolo. La chiesa in origine non fu chiesa parrocchiale. Cominciò ad esserlo nel 1460. Al suo interno troviamo sulla navata di sinistra un’acquasantiera in marmo bianco del XVI secolo con al centro scolpita una Madonna col Bambino. Nella cappella della Madonna Maggiore una statua che raffigura  la Madonna della Neve. Preziosa testimonianza della scultura siciliana della fine del ‘400. In marmo bianco a fiori decorati. Sulla base di forma ottagonale è scolpita la Resurrezione; al centro due volti di angeli da un lato e due stemmi (Marchese e Marchesa) dall’altro. E’ attribuita a Domenico Gagini. La balaustra in marmo rossiccio. La cappella dell’Immacolata è stata decorata dall’artista siciliano Francesco Lo Cascio di Motta D’Affermo. Una urna che contiene la reliquia e di S. Vincenzo Martire. Si tratta di un reliquiario del IV°sec. Di fattura spagnola che si trovava sotto l’altare principale della Chiesa del Convento dei  Cappucini di Geraci. Nella navata di destra troviamo la Madonna delle Mercede in marmo bianco a fiori oro con sulla base ottagonale scolpita la Resurrezione, al centro due volti di angeli e due stemmi dall’altro. E’ attribuita alla scuola del Gagini. Oggi è stata collocata all’ingresso della chiesa. Si trovano resti del pavimento originario e un fonte battesimale in pietra bianca datato primi decenni del ‘500 e attribuito alla bottega di Domenico Gagini. Diverse tele. Un altare ricavato da un sarcofago datato 1511. Un organo veneziano del 1686 ampliato con due tastiere con più di mille canne nel 1988. Il coro ligneo comprende diciannove posti a sedere di cui dieci nell’ala sinistra e nove in quella destra, divisi uni dagli altri da braccioli intagliati con motivi floreali e figure d’Angeli sormontate da una voluta, terminante con testine. In sagrestia si trovano quindici tele su ventisei degli Arcipreti che si sono succeduti dal 1461 data di inizio delle attività parrocchiali, al 1958.

La Chiesa di San Bartolomeo e di incerta data riguardo le sue origini. Probabilmente risale alla seconda metà del XIII secolo. Si ipotizza sia stato il Sepolcreto dei Ventimiglia: qui infatti venne sepolto Francesco I Ventimiglia nel 1338. La chiesa, a una navata, fu ampliata nel 1775 e abbellita e decorata nel 1794. Tra le opere che contiene, vi sono due colonnine binate provenienti dal chiostro agostiniano del XIV secolo, un polittico marmoreo attribuito a Antonello Gagini, e una scultura lignea raffigurante San Bartolomeo della fine del XVIII secolo con caratteristiche stilistiche che rimandano allo scultore Filippo Quattrocchi. Alla chiesa è affiancato l’ex convento agostiniano risalente alla fine del XVII secolo che ancora conserva la sua antica struttura planimetrica e altimetrica e l’originaria disposizione degli spazi interni.

La Chiesa di San Rocco risale al XIV secolo ed è una delle più antiche del paese. E’ adiacente alla Porta Baciamano e si presenta a una navata. Tra le opere d’arte che racchiude, vi è la scultura lignea raffigurante San Rocco, opera di maestro siciliano del XVI secolo, e la tela ovale raffigurante la Madonna della Catena del XVIII secolo.

La Chiesa di San Giacomo è situata nei pressi del Castello ed è formata da una navata centrale e due ampie cappelle laterali. E’ stata restaurata nel 1984 e durante questi lavori sono state rinvenute varie sovrapposizioni. In un pilastro è stato trovato un affresco bizantineggiante del XIV secolo raffigurante un Santo benedicente. Tra le opere d’arte ospitate all’interno della Chiesa vanno ammirate: una statua lignea del XVIII secolo, raffigurante San Giacomo, attribuita a Filippo Quattrocchi, e le tele ritraenti l’Immacolata tra i Santi Giacomo e Chiara e la Conversione di San Paolo, attribuita al pittore madonita De Galbo; un Crocefisso ligneo trecentesco, raro esemplare di Crocefisso legato alla corrente nordica del gotico doloroso in Sicilia.

Chiesa del collegio di Maria è sorta nel 1738. E’ ad una navata, ornata con stucchi a rocaille in oro. La facciata marmorea che dà sulla Piazza del popolo risale al XVIII secolo. Tra le opere d’arte che mostra vi è la tela raffigurante la Madonna del Rosario del XVIII secolo, la scultura lignea policroma risalente al tardo-seicento di San Michele, un’altra tela raffigurante la Natività datata 1651 e una croce dipinta risalente al XVII secolo, legata alla ricca produzione madonita dei secoli precedenti. All’interno del collegio vi è una collezione privata di Bambinelli in cera con culla appartenenti alle suore; alcuni sono del XVIII secolo ornati con coralli e trine di fattura artigianale locale.

 

La Chiesa di San Francesco è ad una sola navata, contiene la tela raffigurante la Madonna del Lume, opera del 1757, le statue lignee raffiguranti Sant’Antonio di Padova e San Francesco, la tela raffigurante il Transito del Patriarca San Giuseppe e la scultura lignea della Madonna del Salvatore del XVII secolo.

Il Monastero di Santa Caterina appartiene alle Benedettine cassinesi, una congregazione di donne ritirate che avevano la loro abitazione presso la prima chiesa madre del paese dedicata a San Giuliano. Nel monastero sono conservati paramenti ricamati in oro e argento, alcuni dei quali risalenti al XVIII secolo, e alcuni atti e documenti interessanti. Fra le opere che include, si ricorda il reliquiario architettonico di San Giuliano che reca alla base le figure di Santa Caterina e della Vergine e che culmina con il Cristo risorto. È un’opera goticheggiante risalente al XVI secolo e attribuita alla maestranza argentiera palermitana. da ammirare anche una scultura marmorea rappresentante Santa Caterina, di Giuliano Di Marino da Palermo, e l’organo risalente al 1765, attribuito a Giacomo Andronico di Palermo.

Annessa al Monastero c’è la Chiesa di San Giuliano che si presenta a una navata. Esisteva già prima del 1495, anno in cui cessò di essere parrocchia. L’altare maggiore risale agli inizi dell’800 ed è lavorato in legno da Gaetano Durante da Palermo. Fra le opere d’arte che la chiesa contiene, la più caratteristica è la scultura lignea di San Lorenzo, opera risalente al XVII secolo. La grata inferiore del coro è pregevole opera di maestri siciliani del 1652 circa, la parte superiore dovette essere realizzata nel XVIII secolo e la cantoria in ferro battuto alla fine del settecento.

La Chiesa di Santa Maria La Porta è stata costruita nel 1496 e deve il suo nome al fatto che si trova in corrispondenza di una delle porte che chiudevano Geraci al tempo dei Ventimiglia. È a una navata e a croce latina; s’ipotizza che abbia inglobato una piccola cappella già esistente. Il portale di marmo bianco, datato 1496 e attribuito a Giovannello Gagini e ad Andrea Mancino. Presenta sull’architrave tre medaglioni tondi in cui sono rappresentati l’annunciazione e il Padre Eterno. Sull’architrave ci sono dei cherubini alati sovrastati da una Madonna col bambino attorniata da angeli. Una croce sormonta il portale, fiancheggiato da due colonnine scolpite alla cui base sono rappresentati la creazione di Adamo ed Eva e il peccato originale. Il soffitto è ornato da affreschi ottocenteschi raffiguranti quattro scene dell’antico testamento e sull’architrave di una finestra che porta alla torre campanaria, grazie ai restauri, è stato scoperto un Cristo deposto dalla croce finemente scolpito in legno. Tra le opere d’arte della chiesa vi è il polittico marmoreo policromo dell’altare maggiore, risalente al XVI secolo e attribuito alla bottega dei Gagini, la scultura raffigurante la Madonna della Porta con il bambino del 1475 attribuita a Domenico Gagini e il Crocifisso ligneo policromo del XVII attribuito generalmente alla scuola di Fra Umile Pintorno. Sotto l’altare di quest’ultimo è stato trovato un affresco raffigurante la Deposizione di Gesù del XVIII secolo. Nella chiesa ci sono numerose tele, risalenti al XVII-XVII secolo, e un affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino del XV secolo.

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano si trova nella zona denominata San Cusimano, in un’oasi pianeggiante. Si tratta di una piccola cappella  di origine molto antica, come denota il portale goticheggiante. L’unica opera presente nella cappella era una tela del pittore De Galbo rappresentante i due Santi che purtroppo è stata trafugata nel 1983.

Chiesa di Santa Maria della Cava è una cappella che trova in contrada Vicaretto. La costruzione risale al XIV secolo, al tempo di Francesco I Ventimiglia, e vi si possono scorgere ancora reperti di gran pregio architettonico, scultoreo e pittorico quali il portone ogivale, il rosone, entrambi decorati in rilievo, l’arco interno a sesto acuto montato con pietre a blocchi lineari, le finestre in stile romanico, i resti di affreschi bizantineggianti, uno dei quali raffigura il busto di un Santo. Nella chiesetta era conservata la tela dell’Annunciazione, ora custodita nella chiesa madre, che secondo la tradizione, appena fu portata in paese in processione, fece cessare il colera che in quel periodo imperversava nel borgo mietendo molte vittime.

Altre chiese: Chiesa di san Biagio ad una navata con una statua del Santo.