Palermo, 14 luglio 2025 – Enzo Maresca ce l’ha fatta. Il tecnico salernitano, con un passato anche nel Palermo, ha portato il Chelsea sul tetto del mondo. I Blues si sono imposti con un secco 3-0 sul Paris Saint-Germain nella finale del Mondiale per club 2025, chiudendo una cavalcata memorabile sotto la guida del tecnico italiano.
Una vittoria netta, dominata sin dai primi minuti grazie a una prestazione tatticamente impeccabile. La partita si decide tutta nel primo tempo: Cole Palmer, tra i gioielli più brillanti dell’era Maresca, apre le marcature e poco dopo firma anche il raddoppio. Il talento del Chelsea continua a brillare servendo a Joao Pedro l’assist perfetto per il 3-0, che chiude di fatto la contesa già prima dell’intervallo.
Nella ripresa il PSG prova a reagire, ma senza mai trovare spiragli in una retroguardia inglese ordinata e sicura. Anzi, è ancora il Chelsea a sfiorare il poker con Delap, fermato solo dalla traversa.
Maresca, una storia anche palermitana
La vittoria del Mondiale per club consacra Enzo Maresca nel gotha degli allenatori internazionali. Una carriera iniziata sui campetti di Salerno, passata per club prestigiosi come Juventus, Siviglia e Manchester City, e transitata anche da Palermo tra il 2014 e il 2016. In rosanero ha chiuso la carriera da calciatore lasciando un bel ricordo e segnando, all’ultima giornata del campionato 2015/2016, un gol fondamentale per la salvezza dei siciliani contro il Verona.
Un successo anche italiano. La vittoria del Chelsea ha un sapore speciale per il calcio italiano. Maresca è il primo tecnico italiano a conquistare il Mondiale per club con una squadra inglese. Lo fa con uno stile personale, offensivo ma equilibrato, che ha conquistato Londra e rilanciato un Chelsea reduce da stagioni altalenanti.
In una città come Palermo, dove il nome di Maresca è ancora ben vivo tra i tifosi rosanero, il suo trionfo è accolto con orgoglio e un pizzico di nostalgia. Da centrocampista elegante a condottiero vincente: la parabola di Enzo Maresca è una di quelle storie che il calcio sa raccontare meglio di chiunque altro. E questa, oggi, si scrive con tre gol e una coppa alzata al cielo.














