La Sicilia continua a bruciare sotto il peso di un’estate rovente. Temperature oltre i 40 gradi, vento impetuoso e, soprattutto, la mano criminale dell’uomo hanno provocato una nuova ondata di devastanti incendi che stanno mettendo in ginocchio intere province. Tra le zone più colpite, il Trapanese e il Palermitano, dove si registrano centinaia di ettari in fumo, evacuazioni, danni ingenti al patrimonio ambientale e alla vita delle comunità locali.
Trapanese in fiamme: lo Zingaro assediato
Il fronte più critico si è registrato tra Custonaci, Castelluzzo e San Vito Lo Capo. L’incendio, partito dalla zona delle curve di Biro, in pochi minuti ha raggiunto le aree abitate, seminando panico tra la popolazione. A Castelluzzo decine di residenti hanno abbandonato le case. Momenti drammatici si sono vissuti durante il salvataggio di un uomo ultracentenario che vagava disorientato tra il fumo, tratto in salvo dai forestali insieme a un giovane allevatore che tentava di proteggere il proprio bestiame.
Il rogo si è spinto fino alla Riserva dello Zingaro, una delle perle naturalistiche della Sicilia, e ha raggiunto anche l’area protetta di Monte Cofano. Nonostante la scarsità di mezzi, un elicottero Falco e un canadair intervenuto nel tardo pomeriggio hanno cercato di contenere le fiamme, mentre a terra operavano vigili del fuoco, forestali e volontari della protezione civile.
Diga Poma accerchiata, incendi anche nel Palermitano
Situazione critica anche nel Palermitano. Decine di interventi in tutto il territorio: da Monreale a Partinico, da Trabia a Piana degli Albanesi. A Partinico, in contrada Monacelli, è stato necessario evacuare circa trenta persone da dieci abitazioni, mentre altri nuclei familiari sono stati allontanati da contrada Sant’Anna. I roghi hanno minacciato terreni agricoli, strutture rurali e infrastrutture. Durante le operazioni di spegnimento, un vigile del fuoco è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale.
A Camporeale, Belmonte Mezzagno e nella zona della diga Poma, le fiamme continuano ad avanzare. La preoccupazione è altissima: il perimetro della diga risulta accerchiato dal fuoco. In alcuni casi sono stati trovati inneschi multipli, segno inequivocabile della natura dolosa di molti incendi.
Lipari devastata: Quattropani tra le fiamme
Nottata di terrore anche alle Eolie. A Lipari, nella zona verde di Quattropani, un vasto incendio ha distrutto orti, vigneti e alberi secolari. Il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino in località Coste d’Agosto, propagandosi rapidamente per circa dieci ettari. Abitanti e villeggianti sono stati svegliati dalle fiamme e dal fumo. Solo dopo quattro ore l’incendio è stato domato grazie all’intervento di vigili del fuoco, forestali, volontari e cittadini.
Emergenza incendi: servono mezzi e prevenzione
Il bilancio è pesante, e il numero degli incendi è in crescita. Le amministrazioni locali parlano apertamente di “atto criminale contro il territorio”. I sindaci di Custonaci e San Vito Lo Capo hanno espresso preoccupazione e chiesto l’intervento dello Stato. Intanto, tra la gente cresce la rabbia per la carenza di mezzi, la lentezza negli interventi aerei e l’assenza di un piano di prevenzione efficace.
La Sicilia brucia, ancora una volta. E mentre si spegne un incendio, ne divampano altri. Nell’isola resta solo la speranza che le fiamme non cancellino ciò che ancora si può salvare.














