La Chiesa di Cefalù verso la conclusione del XII Sinodo diocesano

Un cammino di ascolto, discernimento e Spirito Santo

La Chiesa di Cefalù si prepara a vivere il momento culminante del suo XII Sinodo diocesano, un percorso che dal 2020 al 2025 ha intrecciato l’ascolto reciproco, il discernimento comunitario e la docilità all’azione dello Spirito Santo.
Un quinquennio intenso, che ha condotto la comunità diocesana a riscoprire la bellezza della comunione e la forza rigeneratrice della missione, nel segno del Concilio Vaticano II, autentico humus che – come ha ricordato il Vescovo S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Marciante – “ha reso fertile la terra della nostra Chiesa”.
Lo Spirito e il Verbo, continua il Vescovo nella sua lettera indirizzata a presbiteri, diaconi, consacrati, operatori pastorali, confraternite e movimenti ecclesiali, “hanno generato un processo di conversione evangelica che ora sospinge la diocesi verso un futuro di impegno comune e di testimonianza viva”.

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Sabato 11 ottobre 2025 – Cattedrale di Cefalù

  • Ore 17.30 – Incontro del Vescovo con i Sinodali in Cattedrale
  • Ore 18.00Solenne Celebrazione Eucaristica di chiusura del Sinodo diocesano
    • Ascolto della Parola
    • Professione della fede pasquale
    • Invocazione dello Spirito Santo
    • Firma e suggello dei Decreti Sinodali
  • A seguireProcessione della Statua Marmorea della Madonna dell’Alto
    dalla Cattedrale a Piazza Garibaldi, accompagnata da una fiaccolata mariana e dalla preghiera del popolo di Dio

La conclusione del Sinodo si colloca in prossimità della memoria liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, segno luminoso della salvezza e dell’amore di Cristo.
Ci gloriamo della Croce del Signore – ha ricordato Mons. Marciante – perché in essa troviamo la forza di una comunione che diventa testimonianza e servizio”.
Nel suo messaggio, il Vescovo annuncia inoltre che la Cattedrale accoglierà per la celebrazione l’icona marmorea della Madonna dell’Alto, che da secoli veglia sulla comunità di Petralia Sottana e sulle Madonie: “Abbiamo iniziato il cammino sinodale guardando a Maria di Gibilmanna, nostra madre e modello della Chiesa. Concludiamo ora volgendo lo sguardo verso Maria dell’Alto, che ci chiama a salire, a respirare l’aria nuova che solo lo Spirito Santo può donarci.”
Con la fiaccolata mariana, segno di fede popolare e di continuità con la sera inaugurale del Concilio Vaticano II, la Chiesa cefaludense rinnoverà la sua professione di fede in Maria, Madre del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo.
Il Sinodo, dunque, non si chiude come un punto finale, ma come un nuovo inizio: un invito a tutti i fedeli della diocesi a farsi “pietre vive dell’edificio spirituale” (1Pt 2,5), membra di un corpo che trova unità nel Cristo Pantocratore, immagine maestosa che sovrasta l’abside della Cattedrale e illumina il cammino della Chiesa di Cefalù.