Cefalù, donne che hanno fatto la storia: la signora Angela

La maggior parte dei miei compaesani e coetanei non può non ricordarsi della signora Angela; certamente non solo per essere venuti al mondo per mano sua, ma per averla in seguito conosciuta di persona. È stato il primo volto, che tanti come me attorno agli anni quaranta, hanno visto assieme alla prima luce della vita. Io l’ho conosciuta e poi frequentata per tanto tempo dopo la mia nascita, perché amica di mia madre; lei mi raccontava che come me altri miei coetanei siamo stati i primi a nascere per mano della signora Angela, quando giovanissima, appena all’inizio della sua lunga carriera, cominciò ad esercitare la professione di ostetrica. In seguito ha continuato anche per i miei fratelli e tutti gli altri che da quel tempo in poi hanno deciso di venire al mondo. Sto parlando di settanta o settantacinque anni fa, subito dopo la guerra, quando partorire in casa era una prassi comune e normale.

La cara ed instancabile ostetrica non trascurava mai le sue pazienti e correva da una casa all’altra, di giorno o di notte ove ve ne fosse bisogno, accudendo sia le partorienti che i neonati, con cura e competenza e senza grandi pretese pecuniarie. Non posso però fermarmi solo a questo perché ricordo anche altro, voglio infatti raccontare e testimoniare quello che io personalmente ho vissuto con la signora Angela.

Appena sposata sono andata ad abitare in piazzetta Santa Croce, proprio a ridosso della Basilica Cattedrale; la mia famiglia d’origine viveva in via Francavilla e la signora Angela in via Passafiume, cioè a meno di cinquanta metri di distanza gli uni dall’altro, quindi molto agevolata nel momento del bisogno. Ebbene voglio precisare che a quel tempo, anche se già siamo a metà degli anni sessanta, non si usava ancora fare ecografie, nè tracciati o quant’altro (cose normalissime ora); non si conosceva in anticipo il sesso del nascituro, nè se fosse in buona salute; si consultata l’ostetrica per capire se la gravidanza procedeva bene e si aspettava fino al momento del parto che si presumeva approssimativamente e che infine si determinava al momento delle doglie o dalla rottura delle acque. Corre l’obbligo dire che comunque già si andava a partorire negli ospedali o nelle cliniche private, per chi lo volesse o se lo potesse permettere. Anch’io, come altri, ho scelto di partorire i miei tre figli a casa mia e per mano della signora Angela.

Non sto qui a dire il rispetto per quella donna forte, gioviale, disponibile, che ho continuato a contattare, per un consiglio sui bambini o per un suggerimento di natura personale, anche quando a Cefalù non ho più abitato. La signora Angela aveva aiutato mia madre a farmi nascere e poi aveva aiutato me a mettere al mondo i miei figli e non so quante altre decine e decine di bambini che adesso avranno più di 70 anni e poi tutti quelli che dopo hanno visto la luce, i figli, i nipoti, fino al concludersi della sua carriera. Oggi la signora Angela avrebbe forse 100 anni.

Grazie signora Angela, mi auguro che resti nei ricordi per la sua professionalità e per suo buon cuore, grazie per avere, con la sua instancabile opera, contribuito a popolare Cefalù.
Mimma Di Francesca