Il Cefalù film festival rispolvera e fa conoscere «Casa paterna»

E’ uno dei film dimenticati che è stato girato a Cefalù nel 1986. Il Cefalù film festival «Pino Scicolone» ha deciso di mostrarlo al pubblico proiettandolo alla presenza del regista Maurizio Di Liberto (nella foto) e di alcuni degli attori che hanno interpretato la storia. L’appuntamento è al Cinema Di Francesca venerdì 12 maggio alle ore 17:30 con ingresso libero. Tra i presenti Roberto Gueli, capo redattore di Tgr Rai Sicilia. Parteciperanno l’attrice protagonista Maria Teresa Amato ed altri attori come Giancarlo Mirone, Franco Vigliano, Egidio e Vincenzo Termine.

Casa Paterna è una produzione televisiva tratta dalla novella capolavoro di Maria Messina. Protagonista della novella è Vanna, una donna siciliana sposata ad un avvocato romano. Delusa e amareggiata, incapace di sopportare la solitudine e l’alienazione della grande città, decide di spezzare quel vincolo tornando alla casa paterna, centro di tutti i legami affettivi e di tutte le care memorie, “dove la sua giovinezza era sbocciata come un fiore”. Ben presto Vanna si rende conto che la sua famiglia non è disposta ad accettare la vergogna di quella separazione.

Casa Paterna è un racconto di Maria Messina è un’autrice che, tra il 1909 e 1928, ha visto pubblicare sue opere da editori come Sandron e Treves. E’ stata recensita con attenzione da Giuseppe Antonio Borgese. Maria Messina è stata finora dimenticata anche nel fervente recupero della letteratura femminile e femminista che si è avuto in Italia negli ultimi anni. A parte i due racconti sull’emigrazione, presentati come questi tre da Leonardo Sciascia, nel volume Partono i bastimenti pubblicato da Mondadori. «Una scolara del Verga» la definì Borgese sui due suoi primi libri, nel 1910. A più sicura ragione possiamo oggi definirla una scolara di Cechov: così come lo è la sua coetanea Katherine Mansfield. Non soltanto coetanea, ma intimamente vicina nel cogliere gli aspetti della realtà quasi impercettibili e però decisivi, le impressioni sfuggenti e però indelebili, i destini, come diceva Borgese, «cui manca perfin la forza di gemere». E insomma: una Mansfield siciliana.

Maria Messina nacque a Palermo nel 1887 e giovanissima cominciò a scrivere. Vicende familiari la portarono fuori dalla Sicilia, in Umbria, Toscana, nelle Marche e infine a Napoli, mentre la sua opera conosceva notorietà e successo di critica. Negli anni Venti, una grave malattia la costrinse all’inattività e all’isolamento. Morì dimenticata nel 1944.