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Giuseppe Sidoti: il carabiniere amico di tutti che sapeva sorridere alla vita e alla gente

Giuseppe Sidoti nasce a Patti il 1° Dicembre 1930. Il padre Pasquale, durante la seconda guerra mondiale presta servizio  nella guardia di finanza al confine con la Jugoslavia e poco prima della fine del conflitto, lascia la divisa per ritornare accanto ai suoi cari nel paese d’origine e crescere insieme alla moglie, Rosa Lembo, i due figli  Giuseppe e Anna. Fin da piccolo Giuseppe manifesta una spiccata vivacità e una particolare predisposizione a cacciarsi nei guai. Non ama stare chiuso tra le quattro mura scolastiche e spesso, con grande dispiacere della mamma, marina la scuola per scorrazzare all’aria aperta. Nonostante la sua esuberanza, è amato da tutti ed è ricercato per la giovialità e la disponibilità verso i più deboli e meno fortunati di lui che, in quegli anni tormentati del dopoguerra, vivono nella povertà e nel disagio.

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Terminate le elementari, lavora insieme al padre nei campi. Nel 1950 presenta la domanda per entrare a far parte dell’Arma dei Carabinieri e il 12 gennaio 1951 è arruolato presso la Legione territoriale del 1° battaglione allievi di Barletta dove, promosso Carabiniere il 15 Luglio 1951, rimane ancora  tre anni per poi essere trasferito presso la Legione di Salerno, nella stazione di Rivello. In questi anni partecipa  a diverse operazioni pericolose e contribuisce alla cattura di malavitosi del luogo distinguendosi per l’umanità e la gentilezza verso gli abitanti della zona.  Nel settembre del 1956  viene trasferito alla Legione territoriale di Palermo, stazione di Bompietro e da qui, due anni dopo, alla caserma Gancia di Termini Imerese. Il  12 dicembre 1959 rimane gravemente ferito  durante un turno di  perlustrazione in motocicletta insieme ad un collega , nella statale 113, al bivio di Sciara. Il giovane Sidoti rimane privo di conoscenza per tre giorni riportando diverse  e gravi ferite, mentre il collega che guidava la motocicletta, giunto in ospedale, muore. I postumi dell’incidente lo costringono a stare lontano dal lavoro per parecchio tempo ma lui, con tenacia e determinazione, circondato dall’affetto dei suoi cari, in particolare l’amata  fidanzata , nel luglio del 1960 torna in servizio presso la stazione di Aliminusa.

Il 3 giugno 1961 sposa Angelina Corrao, la donna che lui credeva non potesse esistere, dalla quale avrà due figlie, Rosalba e Giovanna.  Il 3 marzo 1962 giunge a Cefalù.  In poco tempo con il suo sorriso, la simpatia e la gentilezza conquista il cuore dei cefaludesi che lo  ricambiano con altrettanto affetto e rispetto e lo adottano “concittadino” .

“L’appuntato  Sidoti, amico di tutti”  continua a prestare  servizio, in quello che lui sente e ama come il suo Paese, da operatore professionista presso la Centrale del Nucleo Radiomobile, il cuore pulsante del Comando della Compagnia, garantendo e coordinando nelle varie circostanze, con il suo operato, un appropriato intervento sul territorio di pattuglie auto e moto ed assicurando le risposte alle richieste di soccorso e tutela della sicurezza dei cittadini. Nel settembre del 1983, dopo anni di onorato servizio, svolto sempre con dedizione, senso del dovere, rispetto ed orgoglio per la divisa indossata, il Vice brigadiere Sidoti, raggiunge il meritato pensionamento.  Il 4 Agosto 1994, dopo una tormentata malattia, muore lasciando un vuoto incolmabile nei suoi cari e nella comunità cefaludese. Chiunque lo abbia conosciuto lo ricorda ancora con affetto e con quel sorriso sulle labbra che lo contraddistingueva.

Inauguriamo su cefalunews una sezione per far conoscere i carabinieri cefaludesi che hanno operato a Cefalù lasciando un segno importante della loro presenza. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di pubblicare una biografia di un carabiniere che ha operato a Cefalù. Le biografie saranno lette da una giuria di emigrati cefaludesi che attribuiranno dei punteggi ai partecipanti. Alla fine della gara al vincitore andrà una borsa di studio di trecento euro. (Biografia a cura di Rosamaria Pellerito)