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«Rilanciamo il turismo. Affidiamoci ad un esperto»: intervista al vescovo Marciante


«I nostri paesi si sono svuotati perché non si è stati capaci di portarvi il vero lavoro, quello che offre dignità all’uomo, ad ogni uomo». Lo afferma il vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, che a gennaio è stato proclamato dal nostro giornale “cefaludese protagonista 2018” per avere promosso la speranza nel territorio delle Madonie e per l’impegno nel promuovere la cultura della partecipazione tra le Istituzioni. Lo abbiamo incontrato per conoscere cosa pensa dei problemi, vecchi e nuovi, di quanti vivono in un territorio, il nostro, dove i giovani fuggono e i paesi si svuotano sempre di più. Ci ha rilasciato una intervista che pubblichiamo. Ne viene fuori un Vescovo attento al territorio e ai giovani in particolare. Un Presule che cammina con la sua gente per la quale chiede rispetto, lavoro e dignità. Un Pastore che per quanti gli sono stati affidati domanda un progetto turistico che rilanci davvero il territorio cefaludese e quello madonita mettendo al centro la Basilica Cattedrale quale luogo di incontro dei percorsi turistici che si vogliono promuovere nel nostro territorio.

Eccellenza… da Roma a Cefalù. Cosa è cambiato nella vita del Vescovo in questi primo anno di attività pastorale quale vescovo di Cefalù.
Sto conoscendo una terra che chiede di essere valorizzata. Sto imparando ad amare i valori di un territorio fatto di accoglienza e ospitalità. Ho iniziato a leggere i segni del popolo madonita. Vi scruto attese, richieste, necessità, urgenze. In questi mesi ho voluto conoscere da vicino le comunità perché solo incarnandoci tra le piaghe degli uomini annunciamo veramente il Vangelo della risurrezione. Il popolo madonita chiede anzitutto di essere ascoltato. Ascoltandolo in questi mesi ho scoperto che domanda con dignità di essere valorizzato.

Nei giorni che hanno preceduto il suo arrivo a Cefalù ha chiesto una scuola per giovani imprenditori. Girando adesso per la diocesi ha avuto modo di vedere come sono stati spesi nel nostro territorio i soldi pubblici che l’Europa destina proprio ai giovani imprenditori? Che idea si è fatta.
Questa nostra terra vive il dramma dell’emigrazione. Girando per la diocesi ho constatato che non sono stati spesi i soldi pubblici che l’Europa destina ai giovani imprenditori. Non c’è lavoro e molte volte quello che vi si trova non sempre risponde alle richieste delle giovani generazioni. I giovani potranno essere davvero il futuro della nostra società solo se sappiamo consegnare loro le chiavi che aprono la porta del lavoro dignitoso. Loro hanno tante idee ma queste spesso restano tali perché in questo nostro territorio non ci sono spazi per verificare la realizzabilità di queste idee. Ho chiesto una scuola per giovani imprenditori per offrire alle nuove generazioni della nostra terra questo spazio nuovo di formazione che in altre parti d’Italia esiste da tanti anni. Con questa nuova scuola intendo offrire un luogo di formazione che insegni a realizzare le proprie idee lavorative. Con la scuola per giovani imprenditori intendiamo offrire due strumenti di sviluppo indispensabili. Con il primo vogliamo insegnare a realizzare le proprie idee e con il secondo intendiamo fornire tutte le informazioni necessarie per poterle finanziare economicamente.

Negli ultimi trenta anni quasi ventimila persone hanno lasciato il territorio della Diocesi cefaludese con un dramma emigrazione sul quale si è fatto silenzio. Comuni come Caltavuturo, Gangi, Polizzi, San Mauro e Valledolmo hanno perso in questi anni mediamente quasi duemila abitanti per comunità. Cosa si può fare per non fare scappare i giovani madoniti dal loro territorio?
Sono dati drammatici. I nostri paesi si sono svuotati perché non si è stati capaci di portarvi il vero lavoro, quello che offre dignità all’uomo, ad ogni uomo. Dalle nostre parti si emigra, però, non solo perché non c’è lavoro ma anche perché molte volte quello che c’è non sempre è dato per liberare gli uomini ma per assoggettarli. Per fermare questa fuga occorre portare fra le nostre strade la dignità del lavoro. Perché ciò accada occorre tornare all’agricoltura e integrarla con l’economia del turismo. Per fare questo è necessario uscire dalla situazione di improvvisazione che vede gestire il turismo da queste parti. Il turismo si progetta e prima ancora di costruisce con scelte scientifiche e ponderate. Per questo occorre affidarne la gestione ad esperti del settore. Solo così sarà valorizzato il nostro territorio e i nostri giovani vi potranno trovare il lavoro della dignità. Agli inizi di maggio, ho consegnato al Presidente della Regione, l’On. Nello Musumeci, la lettera-appello dei Sindaci dei comuni madoniti.

Quest’anno il Parco delle Madonie compie trent’anni. Doveva portare sviluppo nel territorio attraverso la protezione del patrimonio naturale. Con il suo arrivo a Cefalù è tornata la speranza. A che punto sono i lavori per il “Laboratorio della speranza”.
Ovunque il Parco naturale è occasione di sviluppo. Ho notato che sulle Madonie non è ancora decollato nonostante siano trascorsi trenta anni. È tempo di servire concretamente il nostro territorio, è tempo di rimboccarci le maniche e cominciare a tracciare i solchi. Occorre puntare sullo sviluppo sostenibile. Per questo ho voluto fortemente che quest’anno la giornata nazionale del Creato si tenesse a Cefalù. Il Laboratorio della Speranza è partito. Un’apposita Commissione valuterà i progetti presentati dai giovani. È stato attivato l’indirizzo e-mail del Laboratorio della Speranza al quale tutti potranno far pervenire le loro idee e i loro contributi. Sarà la Commissione a valutare i progetti e a studiarne le forme di co-partecipazione.

Lo sviluppo di un territorio parte dalla valorizzazione dei beni monumentali ed artistici. Cosa fare per rilanciare questo territorio dove sono presenti tante attrazioni artistiche che con il turismo potrebbero diventare occasione di lavoro per tanti giovani?
Occorre uscire dalla mentalità di improvvisazione con la quale si portano avanti alcune politiche del turismo nel nostro territorio. Urge un grande progetto turistico che rilanci davvero il territorio cefaludese e quello madonita. Questo progetto mette al centro la nostra Basilica Cattedrale quale luogo di incontro dei percorsi turistici che si vogliono promuovere nel nostro territorio. Lo scorso 24 aprile abbiamo inaugurato l’Itinerarium Pulchritudinis e aperto al pubblico le torri della Cattedrale. Questo progetto dovrebbe vedere attorno allo stesso tavolo i nostri comuni, le Parrocchie, il Parco delle Madonie, il mondo dell’imprenditoria, l’Università, le scuole e le associazioni. La diocesi è pronta. Si dia il coordinamento di questo progetto ad un grande esperto del turismo e si abbandonino le misere mire di campanilismo. Facciamoci guidare da veri esperti del turismo che studino davvero come fare esplodere le potenzialità del nostro territorio. Si valorizzino i tanti nostri beni artistici e monumentali. Si progettino importanti cartelloni culturali. Presentiamoci con questo grande progetto di turismo nelle grandi Fiere e nelle importanti borse di turismo per promuovere davvero Cefalù e le Madonie. Non ci vuole molto a capire che continuando ad improvvisare i nostri giovani continueranno a scappare.

Che significa oggi annunciare il Vangelo della salvezza sulle Madonie?
Significa incarnarlo tra gli uomini e le loro attese. Significa annunciare il Vangelo della solidarietà, della giustizia e dell’accoglienza in un territorio, quello madonita, che attende da tanti anni di tornare a sperare per il futuro dei propri figli. Significa portare fra le strade delle nostre comunità l’annuncio liberante del Vangelo che chiede di valorizzare le tante potenzialità del territorio e i moltissimi talenti umani che oggi vengono mortificati e sono costretti ad emigrare.