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Nando Zannella: quando la città di Cefalù sapeva sognare


Era il capodanno del 2009 quando Nando Zannella chiudeva gli occhi a questo mondo. Da allora sono trascorsi undici anni. Il suo nome è rimasto scolpito un po’ ovunque a Cefalù. Da uomo di idee è riuscito a far sognare la città e per questo ancora oggi Nando Zannella, per tanti, è una persona speciale. Nell’ultimo ventennio del secolo scorso, infatti, è riuscito a far sognare i cefaludesi. Un sogno che è stato capace di cambiare la città, di far partecipare i cittadini alla vita pubblica, di far nascere associazioni e di far crescere l’opinione pubblica.

Nando è arrivato a Cefalù negli anni ’80 e vi ha portato innovazione, idee ed iniziative. L’innovazione era il suo motto: «Che problema c’è, facciamolo!». In una città per certi versi rassegnata il motto di Nando diventa una sorta di rivoluzione. Un po’ ovunque ci rende conto che si potevano fare grandi cose, bastava solo saper osare. E Nando inizia a mostrare a tutti cosa significava osare per cambiare. Si comincia con la costruzione di quel palazzetto dello sport che ancora oggi è punto di riferimento e d’incontro fra sportivi di diverse generazioni. Accanto all’innovazione arrivano anche le idee. Quelle di Nando rivoluzionano il basket cefaludese perché creano strutture che non restano chiuse ma diventano occasione di incontro perché funzionano. E così attorno ad una partita ha fatto arrivare l’uomo di strada e il professionista, il senza lavoro e quello che guadagnava, il giovane e l’anziano, l’intenditore di sport e il semplice appassionato, il tifoso e persino colui che non aveva passioni. Cefalù inizia a sognare perché capisce che innovando con le idee si osa e si cambia la società. E così in quegli anni a Cefalù arriva un  vero e proprio risveglio sociale: nascono associazioni, si costituiscono gruppi politici, si organizzano i commercianti, si da vita a marce e proteste.

Accanto all’innovazione e alle idee Nando porta anche le iniziative. E così presto l’idea di cambiamento dallo sport pervade tutta la società cefaludese. Anche l’opinione pubblica cresce e matura: nascono radio e televisioni private. Nando riesce a far capire al mondo dello sport che Cefalù non era un piccolino paesino ma un luogo dalle tante potenzialità da far esplodere. E presto anche queste potenzialità vengono fuori un po’ ovunque. E mentre si andava a chiudere il secolo delle due guerre mondiali a Cefalù si sapeva sognare … e sognando si cambiava la città.

Nell’undicesimo anniversario della scomparsa una messa di suffragio sarà celebrata sabato 4 gennaio, alle ore 15:30, nella Chiesa degli Artigianelli in Cefalù.