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Cosa succede a chi smette di mangiare pane e pasta? Risponde la medicina

Cosa succede a chi smette di mangiare pane e pasta? Quando si smette di mangiare pane e pasta, ovvero si riduce l’apporto di carboidrati, la prima cosa che si nota è la rapidità quasi magica di perdita di peso. In realtà, però, non si sta perdendo grasso ma solo acqua. I carboidrati, infatti, sono immagazzinati nel corpo sotto forma di glicogeno. Ogni grammo accumula da tre a quattro volte il suo peso in acqua. Ecco perché non appena si smette di mangiare pane e pasta si inizia a utilizzare il glicogeno, ogni grammo di carboidrato in meno sono 3 grammi persi di acqua. Non assumere carboidrati può portare anche danni sull’umore. La loro mancanza incide, infatti, sulla serotonina che influisce sulla serenità.

Chi smette di mangiare pane e pasta fa del male al cervello? Certo perché i carboidrati sono la principale fonte di energia per il cervello. Ecco perché quando una persona li riduce, o li elimina del tutto, il cervello è come se andasse in tilt. I grassi bruciano al fuoco dei carboidrati ma se mancano i carboidrati finisce col bloccarsi il metabolismo dei grassi. A questo punto entrano in circolo ma si accumulano e diventano anche tossici per l’organismo perché riducono la massa magra in quanto bruciano i muscoli. In questo caso il cervello li utilizza con fatica. Il risultato: si finisce coll’avere alito cattivo, stanchezza, debolezza, vertigini, insonnia, nausea.

Quanti carboidrati di pane e pasta si possono mangiare per non fare male? Alcune diete suggeriscono di ridurre in maniera drastica pane e pasta. In realtà bisogna stare molto attenti. Una ricerca condotta da esperti del Brigham and Women’s Hospital di Boston ha concluso che le diete con pochi o con troppi carboidrati, rispettivamente con meno del 40% e più del 70% delle calorie totale, erano associate a un aumento del rischio di mortalità. Questo perché c’è una maggior probabilità di soffrire di malattie metaboliche e cardiovascolari. Il rischio di mortalità diminuiva, invece, quando i carboidrati fornivano dal 50 al 55 per cento delle calorie complessive.

Perché pane e pasta non vanno mai eliminati dalla dieta? Chi decide di seguire una dieta fai da te parte dall’esclusione o dalla netta riduzione dei carboidrati ed in particolare di pane e pasta. Il risultato è una dieta sbilanciata a favore dei grassi. Quando si riducono pane e pasta, infatti, l’organismo deve fabbricarsi da sé il glucosio che è indispensabile per le sue funzioni. Utilizza per questo le proteine e i grassi. La formazione di zuccheri dagli amminoacidi delle proteine porta alla riduzione della massa magra. La carenza di carboidrati porta l’organismo a procurarseli utilizzando altre sostanze con squilibri dannosi all’organismo.

Perché bisogna mangiare pane e pasta integrali? Il consiglio è di sostituire ogni giorno il 50% dei cereali raffinati che si mangiano abitualmente con quelli integrali. Si riduce in questi modo l’assorbimento di grassi e zuccheri semplici, si tiene sotto controllo la glicemia e il colesterolo, si avrà meno fame e si ridurrà il rischio d’ingrassare. Mangiare pane e pasta integrali favorisce la funzionalità intestinale, aumenta la sensazione di sazietà e previene lo sviluppo di malattie dell’intestino. Pane e pasta integrali vanno assunti con moderazione per evitare gonfiore addominale con flatulenza. I prodotti integrali non sono tutti uguali. Bisogna leggere le etichette.