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Che succede a chi mangia 30 grammi di aglio? Ecco la risposta a cui prestare attenzione

Che succede a chi mangia 30 grammi di aglio? Va incontro a problemi intestinali e a seri rischi per la propria salute. Per godere delle preziose proprietà dell’aglio, infatti, se ne dovrebbe consumare da 1 a 3 grammi al giorno frazionati durante i pasti. Per avere un’idea con le quantità si deve sapere che l’equivalente di uno spicchio è di circa 4 grammi. Se assunto a dosaggi elevati, oltre ad interferire pesantemente con alcuni medicinali assunti, specie con gli anticoagulanti tipo coumadin, può provocare nausea, vomito, meteorismo, diarrea ed alterazioni della flora microbica intestinale, di maggiore gravità nei bambini. Mangiare 30 grammi di aglio equivale ad assumerne circa otto spicchi: una quantità davvero enorme, quindi, per non stare male dopo averlo mangiato.

Perché si dovrebbe mangiare aglio a stomaco vuoto? Mangiare aglio a digiuno amplifica le sue proprietà antibiotiche. Diverse ricerche, infatti, hanno riscontrato che il consumo di aglio crudo a digiuno può aiutare a diminuire i sintomi dell’ipertensione. Mangiare aglio, infatti, oltre a regolare la circolazione sanguigna, protegge anche dai problemi cardiaci, migliora la digestione e fa bene a fegato e vescica. Mangiare aglio a digiuno possiede anche proprietà che stimolano la digestione e migliorano l’appetito. Ecco perché mangiare aglio a digiuno viene consigliato per combattere la diarrea e il suo consumo a lungo termine potrebbe anche prevenire diversi tipi di cancro. L’aglio aiuta chi ha problemi di nervosismo e stress.

Mangiare aglio aiuta chi ha il diabete? Una ricerca ha dimostrato che l’aglio può essere un buon aiutante per chi soffre di diabete. Questo perché agevolerebbe la riduzione della glicemia. La ricerca ha dimostrato che chi assume aglio ha una riduzione più significativa del livello di zucchero nel sangue. L’aglio è ricco di vitamina C e zolfo e per questo ha proprietà antibatteriche. L’aglio viene considerato infatti, un antibiotico naturale. Inoltre, se aggiunto regolarmente alla dieta, aiuta a combattere i parassiti intestinali. Secondo una ricerca condotta da un team scozzese dell’Università di Stirling, infine, pare che le donne considerano più affascinanti gli uomini che mangiano aglio.

Come scegliere l’aglio migliore per la salute? Anzitutto ci si dovrà accertare che l’aglio che si sta consumando sia nostrano e biologico. Per questo si riconosce dagli spicchi piccoli e rugosi: l’ideale sarebbe gustarlo crudo o comunque non troppo cotto. Il bulbo dell’aglio deve avere forma compatta, essere sodo e non presentare ammaccature, muffe e germogli. L’importante è che sia sempre fresco e non troppo maturo, quello in polvere perde la maggior parte dell’aroma. Per ripulire l’alito dopo un pasto con aglio, infine, basta masticare una foglia di salvia, una fogliolina di menta, un chicco di caffè o dei semini di anice.

Come conservare al meglio l’aglio? Il bulbo dell’aglio va conservato in luogo fresco, asciutto e areato. L’umidità potrebbe causare la formazione di muffe al suo interno. Non riporre la testa d’aglio nel frigorifero. Per evitare che germogli, l’aglio va riposto in un luogo poco soleggiato e luminoso. Inoltre, una volta separati dal bulbo, gli spicchi durano circa una settimana. Se si vuole, invece, conservare l’aglio sott’olio, una volta sbucciate le sue teste, occorre riporre gli spicchi nel contenitore e coprirli con abbondante olio: in questo modo, infatti, manterranno al meglio il loro sapore e le proprietà dell’aglio rimarranno invariate per lungo tempo.