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Cosa succede a chi mangia funghi velenosi? Ecco la risposta della medicina

Cosa succede a chi mangia funghi velenosi? Nelle intossicazioni da funghi, i sintomi praticamente sempre presenti sono quelli gastro-intestinali: nausea, vomito, diarrea, dolori addominali. A seconda della specie fungina ingerita possono comparire in tempi molto brevi ma anche dopo 12-20 ore. In questo caso la pericolosità dell’intossicazione può essere tale da mettere in pericolo la vita del paziente. Alcune specie di funghi velenosi possono provocare anche sonnolenza, agitazione, disorientamento, tremori oppure sudorazione abbondante, lacrimazione, difficoltà respiratoria e ipotensione. Quando dopo avere mangiato dei funghi si hanno questi sintomi bisogna andare immediatamente in Pronto Soccorso. Occorre portare con sé, inoltre, tutti i residui sia cotti sia crudi e avanzi di pulizia che serviranno al micologo per l’identificazione precisa delle specie responsabili.

Come riconoscere i funghi velenosi? Il tema dei funghi velenosi è molto attuale da sempre. L’unico modo per riconoscere con certezza un fungo velenoso consiste nel conoscere le diverse specie ed essere in grado di assegnare un nome. Nel tentare di riconoscere i funghi velenosi bisogna scordarsi le credenze popolari. Tra queste credenze vi è quella che ritiene, sbagliando, che i funghi completamente bianchi e di sapore gradevole siano sicuramente commestibili: falsissimo. L’Amanita primaverile, pere esempio, è tra i funghi mortali più diffusi, è bianca e ha un buon sapore ma non deve essere raccolta. E’ falso credere che i funghi mangiati dalle lumache o da altri animali siano sicuri.

Quali sono i benefici dei funghi? I funghi sono poco calorici, ricchi di acqua, e poveri di grassi. Ecco perché i funghi sono un alimento adatto ed importante per tutti coloro che vogliono perdere peso o seguire un regime nutrizionale povero di grassi. La fibra che contengono i funghi agisce come fattore saziante e per questo risulta utile nei regimi alimentari ipocalorici. La fibra dei funghi, inoltre, è molto importante nel regolare la funzionalità ed il transito intestinali, per cui i funghi possono essere di notevole aiuto per chi soffre di disfunzioni a carico intestinale. I funghi, infine, sostengono il sistema immunitario, esplicando importanti proprietà antibatteriche.

Come si conservano i funghi? La raccolta dei funghi è limitata solo ad alcuni periodi dell’anno. Esistono, quindi, diversi metodi di conservazione, utili a mantenerne le proprietà nutritive. Quello più noto, applicato molto spesso ai funghi porcini, è l’essiccamento. Consiste nel far evaporare l’acqua contenuta nei funghi. Questo processo è un buon metodo di conservazione in quanto i nutrienti vengono preservati. Attenzione a reidratare il fungo prima di consumarlo. Per questo bisogna metterlo a mollo in acqua finchè la consistenza non ritorna morbida. Un’altra tecnica, infine, è la conservazione sott’olio che consiste nel riporli in barattoli completamente ricoperti del liquido di cottura.

I funghi sott’olio possono essere pericolosi? Anche i funghi sott’olio possono essere pericolosi perché, in caso di cattiva conservazione, si può sviluppare il botulino. Ecco perché è sempre bene non acquistarli se non siamo assolutamente certi della bontà del prodotto. Per chi vuole prepararli da se, invece, è buona norma lavare accuratamente i funghi e sbollentarli con acqua e aceto prima di riporli nel vaso che, naturalmente, dovrà essere ben sterilizzato. I funghi sono abbastanza difficili da digerire, a causa della presenza, nella loro parete cellulare, della chitina, un polisaccaride simile a quello che compone l’esoscheletro degli insetti molto difficile da metabolizzare.