Appello per rilanciare la figura di Giuseppe Patiri, referente di Giuseppe Pitrè a Termini Imerese ed epigono del carnevale cittadino

Dopo un quarto di secolo, ancora oggi, si continua a parlare delle mitiche e roboanti leggende metropolitane circa l’origine del nostro carnevale. Alle storie farlocche propinate a grandi e piccini, peraltro prive di ogni fondamento probante documentario, si aggiunge, purtroppo, anche un comportamento palesemente scorretto: l’illecita utilizzazione del disegno creato dall’etnologo Patiri, la quale identificava l’originaria “Società del Carnevale”, sodalizio, sorto a Termini Imerese nel lontano 1876.

In realtà, da quando il disegno artistico è stato depositato presso la Camera di Commercio di Palermo per tutelarne il “diritto della paternità dell’opera” ed il “diritto alla integrità dell’opera”, la rappresentazione grafica sopraccitata è stata usata più volte senza che se ne facesse esplicita autorizzazione ai legittimi proprietari.

Infatti, il manufatto del Patiri viene attualmente fatto circolare in rete, apparendo congiuntamente ad altri enti patrocinanti in spot promozionali. Persino negli scorsi anni il disegno è comparso raffigurato in locandine pubblicitarie per la promozione della nota manifestazione carnascialesca. Di conseguenza, gli eredi hanno sempre manifestato informali e private rimostranze.

La rappresentazione grafica per l’antica “Società del Carnevale”, fu ideata da Giuseppe Patiri (1846 – 1917) e di suo pugno disegnato. Da tre anni, questo marchio di squisita e raffinata eleganza è protetto dal copyright (Cfr. Carnevale termitano, uno dei più antichi d’Italia, ed erede diretto dell’antico Carnevale di Palermo, Cefalunews.org – 9 Febbraio 2018).

Il logo realizzato da Giuseppe Patiri

Il disegno rappresenta:

«Un’elegante maschera carnascialesca posta tra due rami fogliati e due iscrizioni così disposte: nella parte superiore campeggia la dicitura SOCIETÀ DEL CARNEVALE, mentre nella parte inferiore, posta tra accurate decorazioni, risalta la scritta, TERMINI:IMERESE».

Stando così le cose, per chi non avesse ancora capito cosa significhi questo anglicismo (copyright), lo spieghiamo qui, adesso, anche in lingua italiana ai vari “Stanlio e Ollio” del momento:

È IL DIRITTO D’AUTORE

 

Per meglio intenderci stiamo parlando della “LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE”. (Legge, 22/04/1941 n° 633, G.U. 16/07/1941). Testo consolidato al 6 febbraio 2016 (DLgs 15 gennaio 2016, n. 8).

All’appello lanciato dallo scrivente (1) in un noto social, al sindaco di Termini Imerese, dott.ssa Maria Terranova, in merito all’importante figura del Patiri, e alla consuetudine di oscurare volutamente il suo ruolo di etnoantropologo; se ne aggiunge qui, anche un altro, questa volta da parte degli eredi di Giuseppe Patiri e rivolto agli iscritti di un gruppo pubblico, sempre nel medesimo e popolare social media.

Ecco cosa scrive Claudio Salvo, e lo proponiamo con vero piacere ai nostri affezionatissimi lettori.

Palermo 13 febbraio 2021

«Innanzitutto grazie per avere accettato la mia iscrizione al gruppo.

Vorrei dare il mio contributo, e quale migliore momento questo, visto che siamo nel periodo di Carnevale. In pochi lo sanno, altri fanno finta di non saperlo, ma il disegno che propongo in foto (assieme a dei bozzetti, al timbro fisico, ed al proclama del carnevale del 1876 manoscritto), che poi è diventato per certi versi elemento caratteristico del carnevale Termitano,  e assieme alle maschere “U Nannu ca Nanna” ne costituiscono  caratteri emblematici; solo che per le Maschere viene puntualmente ricordato che sono pervenute sino ad oggi grazie alla famiglia che le ha custodite ed ancora le custodisce, la famiglia La Rocca, e realizzate probabilmente dai fratelli De Giorgi sul finire del secolo XIX. Invece, di questo disegno, che appare la prima volta come timbro sulle ricevute del 1876 della società del Carnovale, nulla.

Nessuno ne parla, quasi come fosse un tabù, qualcosa che non si deve sapere. Ed invece è giusto che si sappia! É stato disegnato e realizzato, da un concittadino Illustre, nella seconda metà dell’ottocento, come contributo all’allora “Società del Carnovale”, di cui era socio assieme al cognato, Matteo Geraci.

Dovrebbe essere un vanto, il fregiarsi di un qualcosa che ha una storia, e che è stato creato da un uomo che ha contributo alla propria cittadinanza con il proprio estro, non dovrebbe essere taciuto anche per una questione di rispetto e correttezza, nei confronti di chi non c’è più.

Mi riferisco al prof. Giuseppe Patiri, conosciuto più che altro per la sua attività di Paletnologo, Etnologo e studioso di storia locale Siciliana (era anche il referente, a Termini Imerese, di Giuseppe Pitrè) scrittore, poeta, spesso arguto, ed abile anche nelle arti minori, tra cui il disegno, e l’intaglio.

Quanto riportato sopra, a tutela della paternità dell’opera di Giuseppe Patiri, (tra l’altro registrata) e per dovere di cronaca, in quanto è comunque un fatto di storia cittadina.

Resterà sempre incomprensibile per me la motivazione che spinge chi lo utilizza, a non valorizzarne le origini e quindi la paternità».

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(1) Termini Imerese 23 gennaio 2021

Brava! Sindaco Terranova, rispetto ai suoi predecessori è stata l’unica ad utilizzare la parola “SEMBRA!”.

Cosa le hanno raccontato gli “storici” del Carnevale?

Circa la data del 1848, l’unica cosa certa è che a Palermo ci fu il moto popolare (12 – 23 gennaio), tra i rivoltosi siciliani e le truppe borboniche che si propagò nel resto dell’Isola.

In realtà, I Borboni, il Generale Giuseppe La Masa, e quant’altro… e soprattutto le feste campagnole, queste ultime, tirate fuori, senza nessun riscontro comparativo probante, non sono altro che componenti secondari, citati e inseriti forzatamente nel grande calderone della fantasia, per arricchire e sancire la storia del carnevale di Termini Imerese.

In merito alla storicità della nostra manifestazione che lei giustamente definisce: “Patrimonio indiscusso della comunità termitana”, non sarebbe stato più corretto e opportuno, menzionare (come del resto la prassi ufficiale richiede, quando si parla e si scrive di storia), il documento irrefragabile?, nello specifico il proclama del 1876?.

Il proclama cartaceo descrive le fasi preparatorie dell’evento carnascialesco, promosso dell’allora “Società del Carnovale”, nella nostra cittadina.

Le ricordo (poiché forse non glielo hanno riferito) che il documento cartaceo è stato stilato da Giuseppe Patiri, il referente a Termini Imerese di Giuseppe Pitrè. E fu rinvenuto a Palermo, nella casa degli eredi dell’esimio paletnologo, etnologo e studioso di storia termitana.

Ho il piacere di invitarla (appena le condizioni sanitarie ce lo permetteranno), alle nostre prossime conferenze, per poterla informare sulle finalità che il nostro Comitato si prefigge.

Soprattutto divulgare la storia del Carnevale di Termini Imerese, il quale è ampiamente documentato, essere uno dei più antichi d’Italia, ed erede diretto dell’antico Carnevale di Palermo.

Un abbraccio, e buon lavoro.

Giuseppe Longo responsabile del comitato spontaneo per le celebrazioni del centenario della morte di Giuseppe Patiri (1846 -1917).

 

Sitografia:

Giuseppe Longo, 2020 Il Teatro Stesicoro nel disegno planimetrico novecentesco in seno al Palazzo Civico di Termini Imerese, Cefalunews.org, 2 ottobre.

Longo, 2019 – Riflessioni sulla festa carnascialesca di Termini Imerese l’erede indiscussa dell’antico Carnevale di Palermo, Cefalunews.org, 4 febbraio.

Longo, 2018 – Ritrovato il disegno preparatorio del logo dell’antica “Società del Carnevale”in Termini Imerese, Cefalunews.org, 21 marzo.

Longo, 2018 – Il binomio Palermo-Termini, tra porte civiche, manifestazioni carnascialesche e “gustose” leggende metropolitane, Cefalunews.org, 22 dicembre.

Longo2017 – “Proclama” del 1876 di Giuseppe Patiri per la Società del Carnovale, in Termini Imerese, cefalunews.org.

Foto a corredo dell’articolo: da sinistra verso destra, Giuseppe Patiri (marzo 1913) e Giuseppe Pitrè

Giuseppe Longo
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