PAURA DI TUTTO … PAURA DI NULLA (1° parte)

La paura è definita come “un’intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto”. Vediamo meglio il significato dei termini emozione e pericolo: un’emozione si può definire come uno stato mentale e fisiologico suscitato da un evento stimolo, il pericolo si configura come la probabilità che circostanze o persone possano arrecare danno. Dunque mettendo insieme il tutto si può affermare che la paura è “uno stato mentale e fisiologico derivato dalla percezione, reale o immaginaria, che un fatto o una circostanza possa arrecare danno”, quindi se ad esempio passeggio in un bosco, intorno a me c’è silenzio, ogni tanto sento gli uccellini che cinguettano, ci sono alberi tutto intorno, il sole penetra tra le foglie ma c’è ombra, lungo il margine ci sono anche dei fiorellini selvatici e di tanto in tanto si vede sgattaiolare qualche animaletto, ma sento dentro me che qualcosa sta cambiando, il cuore inizia a battere forte, comincio a sudare, ogni tanto sopraggiunge qualche vertigine o capogiro e non mi sento più al sicuro, voglio andare via, fuggire, ritornare in paese tra il caos delle macchine e le voci delle persone, HO PAURA: paura che qualcuno possa farmi del male, paura che arrivi un temporale, paura che un cane possa mordermi, paura di perdermi e non saper ritrovare la strada di ritorno, improvvisamente sento di aver paura di tutto quello che mi circonda. In fondo, non è accaduto nulla, stavo passeggiando con serenità e tranquillità, ma non sono riuscita a gustare il bello che mi circondava, perché? Perché non riesco più a fare una passeggiata tra i boschi? Perché sento che potrò perdermi e non rientrare più? Continuo con la mia vita, non andrò più tra i boschi, dico a me stessa. Passano i giorni e mi rendo conto che la paura mi assale anche quando esco da casa, non riesco ad andare più a lavoro, al supermercato, rinuncio alle cene con amici, l’unico luogo nel quale mi sento al sicuro è casa mia, non voglio uscire più, BASTA!
Questo è il racconto di un paziente che ha scelto di affrontare la paura entrando in analisi, una paura irrazionale certo, non sostenuta da un reale pericolo bensì creato dalla sua mente, cioè un pericolo immaginario vissuto però come reale. La paura irrazionale costringe l’individuo a limitare sempre più lo spazio di azione, il suo agire è sempre più limitato da ciò che potrebbe accadere, la paura condiziona fortemente la qualità della vita di una persona ma allo stesso tempo la paura razionale, cioè fondata su un pericolo reale, salva la vita delle persone.
Non esiste una spiegazione univoca per comprendere la genesi della paura poiché ciascuno di noi vive le circostanze e gli avvenimenti in modo del tutto personale e unico, ognuno reagisce con uno stile e un modo proprio e questa modalità scelta per affrontare una difficoltà che si sta vivendo, la facciamo nostra creando uno schema di azione che riattualizziamo nella vita. In altre parole, “il sintomo è il modo migliore che l’individuo trova per affrontare una difficoltà”, la paura è una difesa o un meccanismo che attiviamo perché crediamo che qualcosa possa danneggiare la nostra persona.
Restare imprigionati nella rete della paura e rimanere immobilizzati fa davvero paura, ma che ne direste invece di coloro che affermano di non avere paura di nulla? Secondo Moravia la coscienza è paura, l’incoscienza è coraggio. Chi concorda con questa affermazione? Di questo e altro, se vorrete seguirmi, mi occuperò nel prossimo articolo.