ESSERE UN FAN O VIVERE DA FAN?

Grazie ai mezzi di diffusione, oggi è molto semplice “avvicinare” il proprio idolo, lo si fa attraverso un mp3 o collegandosi ad internet, e ciò consente di rievocare il personaggio ed il messaggio di cui è portatore. Seguire la vita di un vip, scoprirne i dettagli, soddisfare la curiosità del fan è ciò che probabilmente ciascuno di noi ha fatto almeno una volta nella vita, magari solo per un periodo o talvolta per anni. Ma se queste modalità sono sane, che ne direste di coloro che credono di avere rapporti personali con i vip o addirittura esserne ossessionati al punto da seguirli ed inseguirli ovunque? Due psicologi americani, Lynn McCutchean e James Houran, hanno provato a rispondere a questa ed altre domande, intervistando oltre 600 fan, arrivando a distinguere quattro stadi di coinvolgimento:
1. Soggetti incuriositi dai personaggi dello spettacolo e ne seguono le notizie.
2. Soggetti curiosi di conoscere i dettagli della vita dei divi e tendono ad imitarne alcuni comportamenti.
3. Fan che sviluppano “intensi sentimenti personali” nei confronti dei loro idoli, giungendo a credere di avere dei rapporti con loro.
4. Soggetti che hanno sviluppato un’ossessione patologica che porta questi ammiratori a inseguire i loro divi, ad avere rapporti intimi con loro e reazioni violente nel momento in cui vengono respinti.
Il meccanismo psicologico sottostante a questa dinamica è quello di attribuire inconsapevolmente sentimenti, idee, immagini, pensieri agli altri e non a noi stessi, dinamica che noi psicologi chiamiamo proiezione. Di fatto più ricerchiamo negli altri, meno in contatto siamo con noi stessi, così da confondere il personaggio con la persona, il ruolo o il messaggio di cui il divo è portatore con l’idea di avere una conoscenza più profonda ed intima con lui. Così da semplici fan si rischia di eccedere, andando oltre, giudicando scelte personali e familiari, confondendo il livello sociale e pubblico con quello più personale.
Quando poi accade che i fan fanno gruppo e si formano vere e proprie masse intervengono altre dinamiche relative alla psicologia delle folle che qui non cito solo per brevità di spazi, basti pensare al fenomeno One Direction e all’enorme flusso di giovani che sposta da una regione all’altra e da uno Stato all’altro.
Ciò che accade, spostandosi dal singolo al gruppo e alla massa, è il cambiamento di significato e l’idea che originariamente appartiene al singolo può diventare lo slogan di una massa, si rischia cioè di perdere l’identità propria in favore di un’identità di gruppo e conformarsi agli ideali, ai valori ed ai giudizi delle masse.