I cosiddetti “incidenti degli schiaffi”: come Patton, comandante della 7a Armata americana perse le staffe, mettendo a rischio la sua carriera

Il Generale statunitense George Smith Patton Junior (1885 – 1945), soprannominato per la sua estrema risolutezza e determinazione il “Generale d’acciaio”, fu una figura di spicco durante lo sbarco alleato in Sicilia (9 luglio 1943). Insieme ai suoi parigrado: i britannici Harold Alexander (1891 – 1969), a capo del 15° Gruppo d’Armate (15th Army Group) e Bernard Law Montgomery (1887 – 1976), comandante dell’VIII Armata inglese, prese parte all’Operazione Husky (9 luglio-17 agosto 1943), una delle azioni aeronavali più imponenti e complesse della storia del XX secolo; che per importanza strategica fu seconda solamente a quella dello sbarco in Normandia, ovvero, l’Operazione Overlord, avvenuta il 6 giugno del 1944.

In questa prima fase della campagna d’Italia (10 luglio 1943 – 2 maggio 1945), guidata inizialmente dal generale Dwight Eisenhower (1890 – 1969), Patton fu messo al comando della settima Armata.

Il Generale George Smith Patton

Nato da una famiglia di antiche tradizioni militari Patton fu uno dei pochi ufficiali americani con un’elevata esperienza in battaglia. Veterano nella Grande Guerra, combatté sul fronte francese. Nel 1940 fu nominato Brigadiere Generale, l’anno successivo fu posto al comando della 2° Divisione corazzata con il grado di Maggiore Generale, e nel 1943 promosso Comandante di Corpo d’Armata.

E’ alquanto notorio il suo carattere: burbero, collerico e impulsivo, non mascherando in certe circostanze anche e soprattutto la sua eccentricità. In realtà, Patton amava mostrarsi con una rivoltella Colt dall’impugnatura di madreperla che portava nella fondina, fissata al cinturone da cowboy fuori d’ordinanza. Oppure preferiva farsi notare con il suo cane di nome Willie, un Bull Terrier che spesso portava al guinzaglio.

Tuttavia, durante la campagna di Sicilia, due analoghi incresciosi episodi lo coinvolsero di persona: trovandosi negli ospedali da campo avanzati in quel di Nicosia (EN) e Santo Stefano di Camastra (ME), aveva redarguito due annichiliti soldati statunitensi, affetti da shock da combattimento, ma non feriti, apostrofandoli furiosamente come codardi, alla presenza di medici e pazienti. Poi, schiaffeggiandogli con i guanti che teneva in mano, li minacciò di riportarli di nuovo al fronte. L’atteggiamento di Patton fu definito dai vertici militari una vera e propria “caduta di stile”, che certamente gli arrecò danno facendogli perdere prestigio. Tanto che lo stesso Eisenhower lo costringerà a chiedere scusa dopo che la stampa americana presentò all’opinione pubblica l’imbarazzante notizia.

Sicilia, agosto 1943, il Generale Patton visita dei militari americani feriti

Abbiamo chiesto al Generale di Brigata (Ris). Mario Piraino di parlarci di questo spiacevole episodio che espose il Generale Patton, quest’ultimo, soprannominato anche “Old Blood and Guts”, “The Old Man”, oppure “Bandito”.

Gli schiaffoni di Patton in Sicilia: Come il Comandante della 7a Armata americana si giocò la carriera

«Nel mese di agosto 1943, mentre la battaglia per cacciare dalla Sicilia i tedeschi infuriava, Patton che si era guadagnato sul campo il soprannome di: “Old Blood and Guts” (Vecchio sangue e intestini), per avere una brama di battaglia senza riguardo per la vita delle sue truppe, nelle pause dei combattimenti, girava per gli ospedali da campo, vicini al fronte, per visitare i feriti.

Un detto comune tra i militari americani della 7a Armata Patton era “il nostro sangue, le sue viscere” giusto per sottolineare la pressione a cui erano sottoposti.

Era il 3 agosto e la Settima Armata di Patton, fresca di vittoria a Palermo, stava puntando su Messina. Durante il giro delle unità combattenti sotto il suo comando, “Old Blood and Guts”, come era conosciuto, si fermò al 15th Evacuation Field Hospital nei pressi di Nicosia per incoraggiare e rendere omaggio alle vittime che venivano curate lì.

Mentre Patton visitava il reparto di degenza e cura, scorse Charles Kuhl, un fuciliere con il 26° Fanteria rannicchiato su una cassa di rifornimento. Il 18-year-old privato (diciottenne militare di leva), era stato tirato fuori dal combattimento per recuperare i sintomi di quello che i medici caratterizzavano come affaticamento da battaglia (noto ora come disturbo da stress post-traumatico).

Secondo quanto riferito da chi era presente, Kuhl, che era anche afflitto da malaria e dissenteria, all’epoca aveva una febbre di 102,2° gradi Farenait (cioè 39,0° C); Il generale Patton chiese al fuciliere delle sue ferite. Ed il giovane soldato rispose con voce debole ed incerta: “Credo di non poterlo sopportare”.

Patton “si accese immediatamente”, ed è esploso in un incontenibile attacco d’ira, schiaffeggiò Kuhl sul mento con i guanti, poi lo afferrò per il colletto e lo trascinò all’ingresso della tenda. Lo spinse fuori dalla tenda con un calcio nel sedere. Urlando “Non ammettere questo figlio di puttana”. Quindi Patton ha chiesto al personale medico che Kuhl fosse rimandato al fronte, aggiungendo: “Mi hai sentito, bastardo senza fegato? Stai tornando al fronte”.

Successivamente Kuhl  fu trasferito dal personale ospedaliero in un’altra tenda e curato per la sua malattia.

In seguito gli fu diagnosticato un parassita della malaria. Parlando in seguito dell’incidente, Kuhl ha osservato che “nel momento in cui è successo, [Patton] era piuttosto esausto… penso che stesse soffrendo un po’ di fatica da battaglia”. Kuhl scrisse ai suoi genitori dell’incidente, ma chiese loro di “semplicemente dimenticarlo”. Quella notte, Patton registrò l’incidente nel suo diario: “[Ho incontrato] l’unico codardo errante che abbia mai visto in questo esercito. Le compagnie dovrebbero trattare con tali uomini, e se si sottrae al loro dovere, dovrebbero essere processati per codardia e fucilazione”.

Nel giro di 48 ore, un promemoria dal quartier generale della Settima Armata uscì ordinando a tutti i comandanti di cessare e desistere dall’invio di casi di fatica da battaglia nelle retrovie.

“Questi uomini… portano discredito sull’esercito e disonore ai loro compagni”, ha scritto Patton.

Il secondo episodio ebbe luogo il 10 agosto, mentre Patton visitava il 93° Ospedale di Evacuazione a Santo Stefano di Camastra, il generale incontrò il Pvt. Paul Bennet, 21 anni. L’artigliere della Carolina del Sud era stato mandato nelle retrovie per riprendersi dall’esaurimento fisico e dalla disidratazione. Patton si avvicinò al soldato apparentemente illeso mentre sedeva tremante.

“Sono i miei nervi”, sbottò il soldato quando il generale gli chiese delle sue condizioni. “Non sopporto più i bombardamenti”.

“Diavolo, sei solo un dannato codardo”, ruggì Patton e poi colpì il soldato in faccia. Bennet si ritrasse sotto i colpi, che gli fecero cadere l’elmo dalla testa.

“Stai tornando in prima linea”, gridò il generale aggiungendo che non gli importava se il giovane fosse stato colpito e ucciso lì.

“Dovrei spararti io stesso”, gridò, estraendo la pistola.

I medici balzarono rapidamente in avanti e spinsero Bennet fuori dalla tenda mentre il generale spiegava agli spettatori a bocca aperta che gli faceva “ribollire il sangue” avere “bastardi dal ventre giallo che venivano accuditi”.

Nicosia (Sicilia), 5 agosto 1943, il 15° Ospedale da Campo di Evacuazione americano

Il soldato semplice Paul G. Bennett, 21 anni, della batteria C, del 17° reggimento di artiglieria da campo degli Stati Uniti, era un veterano di quattro anni dell’esercito americano e aveva prestato servizio nella divisione dal marzo 1943. I registri mostrano che non aveva precedenti medici fino al 6 agosto 1943.

Le proteste inoltrate dal personale medico presente agli incidenti e la grande attenzione da parte dell’opinione pubblica americana, obbligarono, il comandante in capo delle forze alleate generale Dwight Eisenhower, il superiore di Patton, a prendere severi provvedimenti: Patton fu obbligato a scusarsi personalmente con i due soldati coinvolti negli incidenti, e la sua Seventh Army, con poche forze, fu relegata al compito di presidio della Sicilia venendo esclusa da ulteriori operazioni nell’ambito della campagna d’Italia e dello sbarco in Normandia.

Nel rapporto inoltrato dal personale medico, finito casualmente agli organi di stampa, venivano scrupolosamente descritti i “Maltrattamento dei pazienti nelle tende riceventi degli ospedali di evacuazione 15th e 93rd” che descriveva ampiamente le azioni di Patton in entrambi gli ospedali: Il soldato semplice Charles H. Kuhl, della compagnia L, del 26° reggimento di fanteria degli Stati Uniti, si presentò a una stazione di soccorso della compagnia C, 1° battaglione medico, il 2 agosto 1943. Kuhl, che era stato nell’esercito americano per otto mesi, era stato assegnato a la 1a Divisione di Fanteria dal 2 giugno 1943. Gli fu diagnosticata l’“esaurimento”, una diagnosi che gli era stata data tre volte dall’inizio della campagna. 

Dal pronto soccorso, è stato evacuato in una struttura medica e gli è stato somministrato sodio amytal. Gli appunti nella sua cartella clinica indicavano “stato di ansia psiconevrosi, moderatamente grave (il soldato è stato due volte prima in ospedale in dieci giorni. Non può prenderlo al fronte, evidentemente. Viene ripetutamente restituito dai comandanti.)” Kuhl è stato trasferito dalla stazione di soccorso al 15° ospedale di evacuazione vicino a Nicosia per ulteriori valutazioni».

Emissione del francobollo in onore del Generale George S. Patton, 11 novembre 1953

Filmografia:

Patton, generale d’acciaio di Franklin James Schaffner – 1970

 

Bibliografia

Harold Alexander, John David North, Le memorie del maresciallo Alexander 1940-1945, Garzanti 1963

Martin Blumenson, The Patton Papers: 1940–1945, Boston, Houghton Mifflin, 1974

Giuseppe Salme, 2003 “Quando le cronache dello sbarco censurarono gli schiaffi di Pattonla Repubblica.it – 7 settembre

Alan Axelrod, Patton: A Biography, Londra, Palgrave Macmillan, 2006

Rick Atkinson, Il giorno della battaglia, Mondadori, 2015

Giuseppe Longo, La II Guerra Mondiale in Sicilia e nel Distretto di Termini Imerese, I.S.S.P.E. 2021

 

Sitografia:

George Smith Patton, Wikipedia

 

Foto di copertina: Sicilia 13 luglio 1943, il generale Patton appena sbarcato a Gela

 

Foto: da www.eosrivista.com e per gentile concessione del Gen. B. (Ris) Mario Piraino

 

Giuseppe Longo
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