Cosa succede a chi beve 3 tazze di caffè tutti i giorni? I risultati di un nuovo studio

Cosa succede a chi beve 3 tazze di caffè tutti i giorni? Bere caffè tutti i giorni può ridurre il rischio di morte. Lo ha scoperto un nuovo studio che ha associato un consumo moderato di caffè a un minor rischio di morte. Attenzione però perché c’è una quantità ottimale che se ne dovrebbe bere per raccogliere i frutti e mitigare i rischi.

Bere caffè riduce il rischio di morte?

Alcune persone sono affascinate dal gusto. Altre hanno bisogno di una sferzata di energia al mattino. Indipendentemente dal motivo per cui si sceglie di bere il caffè, un nuovo studio conferma che questa bevanda può ridurre il rischio di morte. Lo studio, pubblicato negli Annals of Internal Medicine, ha rilevato che il consumo moderato di caffè non zuccherato è associato a un minor rischio di morte. I risultati di questo studio sono abbastanza coerenti con gli studi e le meta-analisi precedenti. Secondo questi dati bere da due a quattro tazze di caffè al giorno si associa a un ridotto rischio di mortalità.

Come bere il caffè per non fare male?

Il nuovo studio aggiunge alla letteratura scientifica il ruolo dello zucchero. Il minor rischio di morte bevendo caffè, infatti, si ha con circa tre o più tazzine al giorno di caffè non zuccherato. E’ opportuno quindi non esagerare con il caffè zuccherato, poiché si è osservato un aumento del rischio di mortalità rispetto alle suddette dosi.

Quali sono i benefici del caffè?

Uno dei risultati più importanti e rassicuranti del nuovo studio è che un consumo moderato e regolare di caffè non sembra essere dannoso per la maggior parte delle persone. Con molta probabilità può portare alcuni benefici per la salute. In effetti, secondo i ricercatori, potrebbe persino ridurre il rischio di morte, in particolare i decessi per cancro e le morti cardiovascolari. Attenzione però a non consumare caffè esclusivamente per motivi di salute o per prevenire o curare malattie.

Quali malattie previene il caffè?

Il nuovo studio segue la scia dei risultati che mostrano come un consumo moderato di caffè sembra correlato a un minor rischio di malattie del fegato, del diabete di tipo 2 e delle malattie neurodegenerative come il Parkinson e persino quelle cardiovascolari. Quindi, nel complesso, dovremmo essere rassicurati sul fatto che, se piace il caffè, si può gustare come parte di una dieta sana senza preoccupazioni.