Roma: Yuja Wang sfida la febbre e conquista il Santa Cecilia. Tra gli spettatori due cefaludesi

All’Auditorium Parco della Musica di Roma, sede dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la serata sembrava destinata a cambiare tono pochi minuti prima dell’inizio. La notizia è arrivata dal palco: Yuja Wang aveva 39 di febbre. Lo ha annunciato al pubblico il presidente-sovrintendente Massimo Biscardi, spiegando che la pianista si era svegliata quella mattina con la febbre alta. In sala è calato un silenzio denso. Poi un applauso spontaneo. L’artista cinese, una delle più celebri pianiste del nostro tempo, ha comunque deciso di salire sul palco. Tra il pubblico c’erano anche due spettatori arrivati da Cefalù, che hanno assistito a una serata destinata a restare nella memoria di chi era presente.

La scelta di suonare nonostante la febbre

Salire sul palco con una febbre così alta non è una decisione banale. Yuja Wang avrebbe potuto rinviare il concerto. Molti artisti lo avrebbero fatto senza esitazioni. Invece ha scelto di mantenere l’impegno con il pubblico. Una scelta che racconta molto del rapporto tra un musicista e il suo mestiere. Quando la pianista è entrata in scena, la sala era completamente piena. Le luci dell’Auditorium si sono abbassate e l’attesa si è trasformata in concentrazione. Le prime note hanno subito fatto capire che la serata non sarebbe stata segnata dalla malattia ma dalla musica.

Un programma impegnativo

Il concerto prevedeva pagine tutt’altro che semplici. L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha aperto la serata con La mer di Claude Debussy, diretta da Eric Jacobsen. Poi Yuja Wang è diventata la protagonista assoluta. Ha interpretato il Concerto per pianoforte op. 38 di Samuel Barber, una partitura ricca di passaggi tecnici e cambi di carattere. Successivamente ha affrontato il Concerto per pianoforte n. 2 op. 16 di Sergej Prokof’ev, dirigendo l’orchestra direttamente dal pianoforte. Due brani complessi che richiedono energia, precisione e resistenza. Nonostante la febbre, la pianista ha affrontato ogni passaggio con una sicurezza sorprendente.

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Tre serate di successo

Il concerto faceva parte di una serie di tre appuntamenti, il 5, 6 e 7 marzo, tutti all’Auditorium Parco della Musica. Le tre serate si sono concluse con un vero trionfo. Sala sempre piena, applausi lunghi e un entusiasmo crescente del pubblico. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha sottolineato in una nota la straordinaria prova della pianista, capace di unire virtuosismo, energia e uno stile riconoscibile. Anche l’orchestra ha ricevuto molti apprezzamenti per compattezza e qualità sonora, sia nella pagina di Debussy diretta da Jacobsen sia nel Secondo Concerto di Prokof’ev guidato dalla stessa Wang.

Alla fine l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha voluto esprimere pubblicamente la propria riconoscenza alla pianista. Salire sul palco con 39 di febbre e affrontare due concerti impegnativi è un gesto che racconta dedizione e rispetto per il pubblico. La serata romana di Yuja Wang è stata molto più di un semplice concerto. È stata la dimostrazione di quanto la passione per la musica possa diventare più forte anche delle condizioni fisiche più difficili. Tra il pubblico, sabato sera, c’erano anche due cefaludesi che hanno potuto raccontare di aver assistito a un momento raro, uno di quelli che restano impressi nella memoria.