Il 24 marzo a Cefalù si aprirà un nuovo sipario. Non sarà soltanto quello del Teatro comunale Cicero, ma anche quello di una nuova avventura culturale: la nascita del Nuovo Teatro ASMU, la sezione teatrale dell’Associazione Siciliana Musica per l’Uomo.
Un progetto nato quasi spontaneamente, ma alimentato da entusiasmo, passione e desiderio di mettersi in gioco. A raccontarlo è Daniela Corso, coordinatrice del Nuovo Teatro ASMU e vicepresidente dell’Associazione, che abbiamo incontrato in vista del debutto.
1. Il 24 marzo segnerà la presentazione ufficiale del Nuovo Teatro ASMU. Che cosa significa per te far parte di questa nuova sezione dell’Associazione Siciliana Musica per l’Uomo?
Il 9 febbraio scorso, un gruppo di soci dell’ASMU, si è riunito presso la sede dell’associazione per dare vita ad un progetto nuovo: una sezione teatrale in seno all’Associazione. I primi passi sono stati incerti, si discuteva sui contenuti, le tematiche, l’organizzazione , le forme di realizzazione, ma sin da subito il gruppo è apparso coeso e volenteroso, spinto dal desiderio di dare spazio alla nostra passione per la recitazione e l’interpretazione. Quel giorno ci siamo lasciati con il cuore pieno di gioia e con il desiderio metterci in gioco in questa nuova avventura. Dopo solo due giorni, una delle partecipanti, la persona che poi si è rivelata il cuore pulsante dell’idea, la nostra regista e sceneggiatrice Anna Enea, scrive un copione per noi . Tutto ha assunto un significato ben preciso: stavamo per mettere in scena una vera piece teatrale inedita. Stava nascendo il “Nuonvo Teatro Asmu”. Io mi sento onorata non soltanto di farne parte, ma di esserne anche la coordinatrice come membro del Direttivo ASMU e come Vicepresidente di questa Associazione.
2. Come state vivendo queste settimane di preparazione? C’è un momento delle prove che ti ha colpito particolarmente o che ti ha fatto capire che sta nascendo qualcosa di speciale?
Le prove si susseguono quasi quotidianamente con grande impegno, ma soprattutto con tanto entusiasmo. I soci hanno aperto anche le proprie abitazioni alle riunioni nella condivisione reciproca. Abbiamo interpretato le scene tra sorrisi, battute e sguardi desiderosi di imparare a recitare, ad impostare la voce, curare l’intonazione, la dizione e gestire le pause. Stava nascendo qualcosa di speciale, di creativo ed inaspettato. Tutto questo è stato chiaro quando per la prima volta abbiamo letto il copione che Anna aveva scritto per noi: un testo inedito , originale, profondo, che poteva suscitare riflessione, scuotere le coscienze. Ho visualizzato, leggendo il copione, la sua realizzazione scenica con luci, ombre, parole sospese, pause. Credo che sia stato quello il momento in cui ho capito che stava nascendo qualcosa di speciale.
3. Senza svelare troppo, che tipo di esperienza troverà il pubblico quando il sipario si aprirà al Teatro comunale di Cefalù?
Spero che sia un’esperienza che lasci il segno, che porti il pubblico a riflettere, a ritornare alla proprie case prendendo in cosiderazione che le”strutture mentali” che la società ci impone possano essere modificate, attraverso un percorso di consapevolezza collettiva. Il teatro, in tal senso, è un mezzo comunciativo efficace attraverso cui poter diffondere i valori di una società più giusta ed equa. Mi auguro che il 24 marzo, giorno della nostro battesimo a teatro, segni solo l’inizio di un cammino lungo e proficuo, e guardando i volti dei soci contenti, soddisfatti ed appassionati, credo proprio che la strada sia ormai aperta.
4. Come nasce l’idea di creare il Nuovo Teatro ASMU all’interno dell’Associazione?
Sono entrata a far parte dell’ASMU nel 2011, sono un soprano della Sezione della Corale Maria Elisa Di Fatta, che rappresenta il suo nucleo centrale dell’Associazione. Da quest’anno sono membro del Direttivo e rivesto la carica di Vicepresidente. Tali responsabilità mi onorano e mi spingono a portare le mie competenze a servizio dell’Associazione nel pieno rispetto delle finalità che questa si è prefissata. L’ASMU non è soltanto caratterizzata dell’amore per la musica e canto corale, ma rappresenta, anche, un impegno etico e culturale verso il territorio, la coralità e le persone. Il mio ruolo all’interno dell’ASMU cambia quasi parallelamente all’Associazione che muta la sua natura giuridica, diventando Ente di Terzo Settore ed assumendo un nuova qualifica giuridica e legislativa. L’ispirazione di creare una nuova realtà teatrale nasce da questa visione: dall’idea che in un mondo in continuo cambiamento, anche la nostra Asssociazione dovesse evolversi per diventare più contemporanea e varia. L’idea nasce quando il nostro Presidente Mario Macaluso propone per il 2 gennaio scorso di creare un momento di condivisione tra gli associati in cui ciascuno si sentisse libero di presentare una sua esibizione ( canto, poesia, testo narativo, brano musicato ecc). In quell’occasione gli associati hanno potuto condividere con gli altri una loro performance, libera ed autonoma. E’ stata un’esperienza molto toccante, commovente e soprattutto sorprendente perché ciascuno ha messo in campo un proprio talento che non era soltanto legato alla musica. Il Presidente, uomo molto empatico ed osservatore acuto, ha colto l’occasione per comprendere che all’interno dell’Associazione ci sono talenti nascosti da valorizzare e così ha lanciato la sfida : creare un gruppo teatrale. Alcuni soci hanno dato la loro disponibilità e tutto è successo quasi spontaneamente.
5. Coordinare un gruppo teatrale significa unire persone diverse. Che tipo di energia e di clima si respira durante le prove?
Le prove sono un momento di condivisone pura; da subito, il gruppo ha compreso la professionalità e la competenza della nostra regista e scenografa, Anna Enea, a cui ci siamo affidati senza esitare. Non conoscevo molto bene Anna, ma adesso posso affermare che sia una persona davvero speciale perché nonostante la sua evidente preparazione, con generosità, con molta umiltà e con il suo fare gentile, ma fermo, ci ha guidati in questa avventura. Durante le prove, il clima è sereno, tutti senza remore ci siamo affidati a lei, impegnandoci ad apprendere sempre di più, consci che siamo dei neofiti e che la nostra è una realtà amatoriale, anche se ciò non ci preclude dall’impegno e dalla responsabilità. Il mio ruolo di coordinatrice quindi è stato facile, naturale, senza particolari difficoltà e di questi ringrazio tutti i partecipanti; come coordinatrice però ne sento la responsabiltà e mi impegnerò affinchè questa iniziativa sia solo l’inzio di un lungo cammino.
6. Che cosa rappresenta per te il momento in cui il gruppo salirà per la prima volta sul palcoscenico del Teatro comunale?
Il 24 marzo ci sarà il nostro debutto, il nostro battesimo: il passaggio da tutto ciò che è stato preparazione, prove, attese, dubbi, a qualcosa di vivo, irripetibile e condiviso. Quando il gruppo salirà per la prima volta sul palcoscenico del Teatro comunale, sarà come trattenere il respiro insieme, un istante sospeso in cui convivono paura ed entusiasmo. Ci saranno mani che tremano appena, sguardi che si cercano per farsi coraggio, cuori che battono più forte del solito. Ma insieme a questo, ci sarà anche una grande energia, quasi elettrica: la consapevolezza di aver costruito qualcosa insieme e di essere pronti a mostrarlo alla città. Il debutto di un gruppo nuovo non è solo una prima volta, è una dichiarazione di esistenza: “ci siamo, siamo qui, e abbiamo qualcosa da raccontare”. E proprio perché è la prima volta, tutto è più intenso, più fragile, ma anche incredibilmente autentico.
Il conto alla rovescia è ormai iniziato. Il Nuovo Teatro ASMU si prepara a salire per la prima volta sul palcoscenico del Teatro comunale Cicero di Cefalù martedì 24 marzo alle ore 18:30. Con “Processo all’8 marzo”, scritto e diretto da Anna Enea, prenderà forma il primo passo di un cammino nuovo, costruito con passione, impegno e desiderio di condividere.















