Gasolio alle stelle in Sicilia: sulla A20 sfonda i 3 euro al litro

Il numero sta lì, acceso sul display del distributore, e non lascia spazio a interpretazioni: 3,184 euro al litro. Succede sulla Autostrada A20 Palermo-Messina, nel territorio di Milazzo. È gasolio “premium”, servito. Ma il dato resta. Fa rumore. Un dato segnalato da Assoutenti. Perché mentre il prezzo del petrolio rallenta, qui il diesel corre. E corre forte. In Sicilia più che altrove. A Palermo basta spostarsi di pochi chilometri per trovare cifre diverse, sempre più alte. I cartelli cambiano da un distributore all’altro. Una giungla. E chi guida lo sa: il pieno non è più un gesto automatico. È una scelta che pesa.

Il prezzo che non torna

Il petrolio scende. O almeno non cresce come prima. Eppure il gasolio continua a salire. È questo il punto che fa arrabbiare. I conti non tornano. In media, nell’Isola, si è arrivati a 2,190 euro al litro al self service. A Palermo si sale ancora: 2,24, 2,29. Numeri visti sui tabelloni luminosi, senza bisogno di statistiche. Al servito si sfiorano i 2,64. E basta fermarsi qualche minuto davanti a un distributore per vedere le reazioni: sguardi, testa che si scuote, qualcuno che rimette la pistola a posto prima ancora di iniziare. Il gasolio ha superato la benzina. Stabilmente. Non è più un’eccezione.

L’aumento non è lento. Non è graduale. È scatti improvvisi. Cinque centesimi in più nel giro di poche ore. Da 2,141 a 2,190 euro al litro in un giorno. La benzina cresce, ma quasi non si nota: meno di un centesimo. Qui invece ogni giorno cambia qualcosa. E chi usa l’auto per lavoro lo sente subito. Un pieno da 50 litri costa 2 euro e mezzo in più rispetto al giorno prima. Sembra poco, ma moltiplicato per settimane diventa un’altra cosa. Diventa una spesa fissa che si allarga.

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Palermo, prezzi senza regole

In città non c’è un prezzo unico. Non c’è una linea. C’è una distanza continua tra un distributore e l’altro. Viale Regione Siciliana, via Oreto, le grandi arterie: basta attraversarle per vedere numeri diversi anche di dieci, quindici centesimi. Alcuni impianti restano più bassi, altri salgono senza esitazioni. Il self non è più sinonimo di risparmio. Il servito diventa quasi proibitivo. E chi può cerca, gira, confronta. Gli altri si fermano dove capita. Pagano e ripartono.

È fuori città che si tocca il limite. Sulla Autostrada A20 Palermo-Messina il prezzo diventa un altro. Oltre 3 euro al litro per il gasolio “Iq” servito. Un dato segnalato da Assoutenti. Qui il pieno pesa davvero. Chi viaggia non ha alternative. Entra, si ferma, paga. E riparte con la sensazione di aver superato una soglia. Non solo psicologica.

Chi paga davvero

A pagare sono soprattutto quelli che il diesel lo usano ogni giorno. Artigiani, autotrasportatori, pendolari. Gente che non può scegliere. Che deve muoversi. Che fa chilometri. Il gasolio era la scelta economica. Ora non lo è più. E questo cambia tutto. Cambia i conti delle famiglie, delle piccole attività, di chi lavora su strada. Non è solo una questione di carburante. È una catena che si allunga: trasporti, merci, prezzi finali.

La Sicilia è tra le regioni dove il gasolio cresce di più. È un dato che pesa. Perché qui le distanze contano. I collegamenti pure. E ogni aumento si sente di più. Non ci sono alternative diffuse. Non c’è una rete capillare diversa. L’auto resta centrale. E quando il costo sale così, il colpo è diretto. Senza filtri.

Alla fine resta il display. Quelle cifre che cambiano troppo in fretta. Il petrolio può anche scendere. Ma qui non si vede. Qui il gasolio continua a salire. E chi guida lo sa: ogni pieno è una sorpresa. Sempre più amara.