Allarme intossicazione alimentare a Bagheria. Una ventina di persone, appartenenti a nuclei familiari diversi e quindi non legate tra loro, si sono sentite male dopo aver consumato pesce alalunga, probabilmente in cattivo stato di conservazione. Il bilancio è emerso nelle ultime ore e ha messo in allerta sia i cittadini sia le autorità sanitarie del territorio.
I sintomi sono comparsi poco dopo i pasti e hanno spinto molti a rivolgersi alla Guardia medica e al PTE di Bagheria. Chi è arrivato in ambulatorio presentava un quadro abbastanza simile: rash cutaneo, cioè uno sfogo sulla pelle accompagnato da prurito e bruciore, insieme a nausea, vomito, diarrea e battito cardiaco accelerato. Segnali che, presi insieme, hanno fatto subito pensare a un’origine comune legata al cibo.
A unire i diversi casi è proprio il pesce. Secondo quanto riferito dalle persone coinvolte, l’alalunga era stata acquistata in alcune pescherie e da ambulanti tra Bagheria e Casteldaccia. Diversi cittadini hanno raccontato di aver avvertito un sapore pungente già al primo boccone. Altri avevano notato un odore strano ancora prima di cucinarlo, quando il pesce era ancora in frigorifero: piccoli campanelli d’allarme che, col senno di poi, anticipavano il problema.
Chi ha acquistato lo stesso pesce ma non lo ha ancora cucinato non deve consumarlo. È possibile rivolgersi al PTE di Bagheria per sapere a chi rivolgersi e come farlo analizzare, così da verificarne lo stato e contribuire a ricostruire la vicenda.
Intanto i medici della Guardia medica di Bagheria hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri. Le verifiche serviranno a capire dove e come si sia interrotta la corretta conservazione del pesce, un passaggio delicato soprattutto nei mesi più caldi.
La raccomandazione per i cittadini resta la prudenza: in caso di sintomi sospetti dopo un pasto a base di pesce, è bene non sottovalutare e contattare subito un medico.















