Elogio della diffidenza

Siamo già in campagna elettorale.
Abbracci, saluti, vasate, pacche sulle spalle, “non ci sono problemi”, promesse, interessamenti, telefonate, segnalazioni e quanto di peggio il repertorio del candidato di turno possa fornire.
A tutti i destinatari di queste temporranee attenzioni ribadiamo un antichissimo proverbio, che è un inno alla diffidenza totale:
“Aunni viri iargi e cucchi, sempri o rasu c’ha passari.
Aunni pari ca t’aggiucchi, duocu ieni facili ‘ngagghiari”