Al Cff un giovane filmmaker della terra di Gomorra

Alla terza edizione del Cefalù film festival partecipa con un corto che narra una particolare giornata di un clown che riceve una pessima notizia circa il suo stato di salute. E’ un’opera interamente muta, con soltanto traccia rumori che enfatizza gli stati d’animo del protagonista. Il regista è Giovanni Bellotti. Un giovane filmmaker della periferia est di Napoli che abita nella location della prima stagione di Gomorra. Qui Bellotti insegna il cinema a bambini, adolescenti e ragazzi che hanno ambizioni e desideri. Lo abbiamo intervistato.

Chi è Giovanni Bellotti e come nasce la passione per il cinema e per il cortometraggio in particolare?
Sono un giovane filmmaker della periferia est di Napoli, avete presente le location della prima stagione di Gomorra? Ecco, li é dove abito, e li insegno il cinema ai bambini, adolescenti e ragazzi che hanno ambizioni e desideri. Amo François Truffaut, forse perché il fatto che sia stato salvato dal cinema dopo un’infanzia difficile, é molto vicino al mio obiettivo principale per questi ragazzi. Penso di aver sempre amato la fotografia e il cinema, sfogliando gli album di famiglia ho quasi sempre una macchina fotografica tra le mani, ad ogni etá. Con l’arrivo a casa di una delle prime telecamere digitali, ho scoperto la magia del mettere in scena ed inventare storie, spesso banali e senza senso, ma che appunto mi rendevano felice. Il cortometraggio é veloce, se fatto bene difficile da afferrare sin da subito, e il fatto di incuriosire lo spettatore e sciogliere i nodi solo sul finale, fa si che quella determinata durata e quella struttura drammaturgica stimolino la mia fantasia.

Qual è il lavoro che presenti alla terza edizione del Cefalù film festival?
Il film che presento al festival è Augusto, un cortometraggio scritto e diretto da me, prodotto da Effetto Notte e Arci Movie. Il cortometraggio narra una particolare giornata di un clown che riceve una pessima notizia circa il suo stato di salute. Tutto gira intorno alla paura, la paura di lasciare i propri cari senza una sicurezza economica, la paura di morire e tutto quello che ne può derivare. Si tratta di un’opera interamente muta, con soltanto traccia rumori che enfatizza gli stati d’animo del protagonista. Proprio il clown che nonostante la triste notizia rende felice dei bambini ad una festa di compleanno ed è presente quando la festeggiata spegne le candelina, non riesciurá poi a spegnere la candelina della sua torta di compleanno.

Hai un particolare progetto al quale sei particolarmente legato?
Ho appena concluso uno dei progetti che avevo piú a cuore. Da piccolo lessi il romanzo di Vincenzo Cerami, L’incontro, e ne fui particolarmente affascinato, ne ho sempre voluto fare un film. Dopo molti anni, con la possibilitá di fare cinema leggero, a bassi costi e con qualitá al di sopra dell’accettabilitá, ho intrapreso un percorso di produzione per una serie web articolata in sette episodi con ragazzi che hanno proseguito un percorso cinematografico iniziato nei laboratori di cinema svolti dall’associazione Arci Movie.

Giri il mondo. C’è un paese al quale sei maggiormente legato e perchè?
Amo viaggiare e quando posso staccarmi dal lavoro esploro sempre nuove mete. Sono particolarmente interessanto ai paesaggi Svizzeri e Scozzesi. Ci girerei un thriller.

Cosa pensi della situazione del cinema indipendente?
Penso che ormai il cinema si possa fare con poco, e ben venga  che ci sia spazio per il cinema indipendente. Amo i film del dogma 95.

Quali difficoltà si incontrano per emerge nel mondo della cinematografia?
In italia il cinema é gestito interamente da vecchi, non si da spazio a nuove proposte, il regista piú giovane avrá 50 anni. Mi vengono in mente registi come Xavier Dolan, oppure l’ormai famosissimo Chazelle, non credo che in italia non ci siano registi del genere. Bisognerebbe dare piú spazio alle nuove proposte, ed eliminare tanti meccanismi che ormai sono obsoleti. Il cinema é cambiato.

Che messaggio senti di lanciare agli organizzatori del Cefalù film festival?
Piú che un messaggio, voglio ringraziarvi per avermi dato la possibilitá di rispondere a queste domande.