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Vincenzo Rosso: il primario chirurgo grecista che cura i pescatori cefaludesi della marina

Il dottor Vincenzo Rosso nasce a Cefalù il 26 Ottobre 1874 da Saverio, possidente e gioielliere, e da Maria Antonia Di Francesca, zia del pioniere del cinema Salvatore Di Francesca. Dopo avere conseguito la maturità classica al Liceo Mandralisca, si iscrive alla facoltà di Medicina presso l’Università di Palermo, dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia il 17 luglio 1900. Nel 1913 sposa Teresa Cirincione, figlia del farmacista Salvatore. Dalla loro unione nasce Saverio, professore di Latino e Greco presso il Liceo Mandralisca. Negli anni Venti diventa Primario di Chirurgia e direttore dell’Ospedale Civico ( non ancora Ospedale Giglio ).

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Parallelamente coltiva la sua passione per la lingua greca, conseguendo una seconda laurea in Lettere Classiche presso l’Università di Palermo. In tale veste insegna Greco presso il Seminario Vescovile, Vescovo Giovanni Pulvirenti. Tra i suoi numerosi alunni, si annoverano Monsignor Cosimo Cicero, Monsignor Barcellona e Monsignor Campo, trasferitosi poi a Berlino e illustre studioso di Kant.

Il Dottore Rosso era anche un poliglotta, avendo studiato da autodidatta numerose lingue, come l’inglese, il tedesco, il magiaro, l’arabo. Ha pubblicato in riviste specializzate numerosi casi clinici non solo in Italia, ma anche in Germania. Nel 1912, durante la guerra italo-turca per la conquista della Libia, governo Giolitti, nell’attuale caserma Botta furono rinchiusi dei prigionieri turchi e il dottore Rosso fu chiamato per fungere da interprete tra i prigionieri e gli Ufficiali italiani. Anche il Dottore Rosso, come del resto tutti i medici dell’epoca, ha prestato gratuitamente la sua opera ai poveri, ricevendo e curando nel suo studio di Via Veterani 14 specialmente i pescatori che gravitavano nel vicino porto della Marina, così onorando degnamente il giuramento di Ipoccrate. Muore il 4 febbraio 1943.

Inauguriamo su cefalunews una sezione per far conoscere i medici cefaludesi che hanno operato a Cefalù lasciando un segno importante della loro presenza. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. (Ossuna)