Antonino: il bagnino con medaglia di bronzo dal Presidente della Repubblica

Antonino Sanzone nacque a Cefalù il 22 gennaio del 1941 da una famiglia di pescatori del centro storico. Visse fin da piccolo in un’abitazione di via Veterani, strada che confluisce sulla Marina e sul Molo, quindi sul luogo migliore dove pescare, ragion per cui (oltre che per il suo fascino sconfinato) fu legato a quel posto fin dai primi anni: abbandonò presto gli studi propiziando l’attività della pesca, aiutando il padre. Grazie alla pesca imparò a conoscere il mare, specialmente quando è “agitato” a causa del vento di maestrale e ciò gli permise di lavorare in estate presso dei lidi del Lungomare per salvare i bagnanti in pericolo. Così come per la pesca, cominciò presto la sua carriera da bagnino, quest’ultima ovviamente più gloriosa per via dei numerosi salvataggi compiuti con un mare che giungeva alla terraferma con una forza impetuosa.

Antonino in particolare suole raccontare un salvataggio fatto durante un pomeriggio di inizio estate, quando lavorava al lido Poseidon. Aveva appena finito di lavorare, quando avvisa una famiglia recatasi a Cefalù in vacanza del mare agitato, invitandola a non tuffarsi in acqua. La famiglia decise però di non dargli retta. Una volta tornato a casa, Antonino uscì nuovamente, stavolta con la moglie e i suoi figli, per fare una passeggiata. Fortuna volle che giungesse a Lungomare, vedendo un componente di quella famiglia in mare, trascinato dalla corrente marina più lontano dalla costa. Antonino allora decise di intervenire: si spogliò quasi totalmente prima di arrivare a mare e si legò alla corda di sicurezza, alla quale erano legati anche altri bagnini, tra cui Giuseppe Perito. Non potendo afferrare il bambino, si sfila la corda e decide di avvicinarsi verso il soggetto in pericolo, ormai destinato ad andare molto lontano dalla spiaggia. Però Antonino non temette l’allontanamento dalla costa poiché, avendo studiato l’effetto del maestrale sul mare, li avrebbe riportati a riva, e tranquillizzò anche il bambino. I Carabinieri arrivarono comunque in tempo con la loro motovedetta a recuperarli, affinché potesse essere garantita massima sicurezza. Il giorno dopo quella famiglia è andata a casa di Antonino per scusarsi e per ringraziarlo.

Grazie al suo operato, negli anni ottanta, è stato insignito con una medaglia di bronzo, consegnatagli direttamente dal Presidente della Repubblica di quegli anni. Il suo operato purtroppo non ha sempre visto salvare persone, ma anche prelevare persone dal fondale già morte; come tre amici che, all’improvviso, scomparvero dalla vista di un sempre vigile Antonino, allarmatosi subito. La passione per il mare venne tramandata anche alle generazioni successive: al posto suo adesso possiamo trovare i figli Salvatore e Rosario Sanzone, che, in qualche modo, fanno sì che la pesca sia fondamentale per la loro vita e, sempre in qualche modo, anche per il loro sostentamento.  E qualcosa in più viene tramandato. Anche loro hanno la possibilità di poter salvare le persone il mare, grazie ad un permesso speciale conferito loro, sempre per perorare la salvaguardia dei bagnanti.

Attualmente Antonino, a quasi ottanta anni, non si fa mancare il mare. Passeggia spesso lungo il mare e si tiene occupato per la riparazione delle reti da pesca dei due figli. Una vita a mare per aiutare il prossimo e per “aiutarsi”. Così Antonino Sanzone si è consacrato “Eroe del mare”.

Pubblichiamo su cefalunews una sezione per far conoscere i bagnini cefaludesi che hanno operato ed in alcuni casi operano ancora a Cefalù. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di pubblicare la biografia di un bagnino che ha operato o opera a Cefalù. Le biografie saranno lette da una giuria di emigrati cefaludesi che attribuiranno dei punteggi ai partecipanti. Alla fine della gara al vincitore andrà una borsa di studio di trecento euro. (Biografia a cura di Salvatore Buccheri)