Pressione alta: il potassio per abbassarla e i 23 cibi che lo contengono

Per tenere sotto controllo la pressione occorre ridurre il consumo di sale. Chi soffre di ipertensione, ovvero livelli di pressione uguale o superiore a 140/90 mmHg, deve ricorrere alla terapia farmacologica e ai consigli del medico. In tutto questo può anche aiutare una dieta con cibi ricchi di potassio. A confermare tutto questo è una ricerca scientifica che, dopo diversi test clinici, ha fatto notare che una dieta ricca di potassio favorisce livelli di pressione più bassi rispetto alla norma.

Alcuni studi clinici hanno dimostrato che sull’organismo umano, nell’abbassare la pressione, hanno il medesimo effetto il citrato di potassio e il cloruro di potassio.  Il cloruro di potassio deve essere assunto attraverso gli integratori alimentari mentre il citrato di potassio si trova in modo naturale in molti alimenti naturali. Ecco un elenco:

  • Albicocche
  • Arance
  • Avocado
  • Banane
  • Bietola
  • Broccoli
  • Cavoletti di Bruxelles
  • Erbe aromatiche fresche
  • Fragole
  • Frutta secca senza zuccheri e additivi
  • Funghi
  • Lattuga
  • Melograno
  • Meloni
  • Mirtilli
  • Pomodori
  • Pompelmo
  • Patate
  • Prugne
  • Sedano
  • Spinaci 
  • Verdure a foglia verde in generale
  • Uva

Gli alimenti ad alto contenuto di potassio sono molti. Bisogna fare molta attenzione, però, alle percentuali alte di potassio nel proprio corpo. Il termine potassiemia indica il livello di potassio. Con iperpotassemia si indica, in particolare, una sua presenza eccessiva. Una percentuale elevata di questo minerale potrebbe essere dannosa per l’organismo. Tra i sintomi di potassio alto nel sangue ci sono: debolezza muscolare, crampi, sbalzi di pressione, tachicardia e, in alcuni casi, tremori. Quando una persona, invece, non dispone di una percentuale sufficiente di potassio, tanto da non riuscire a raggiungere i 3.5 mEq/l, si parla di ipopotassiemia. Le cause potrebbero essere una dieta poco equilibrata, la sindrome di Cushing, fenomeni di diarrea e vomito della durata di alcuni giorni, febbre e ustioni. Gli alcolisti sono a rischio di ipokaliemia.