Realtime blog trackingRealtime Web Statistics Svimez, Sud ‘doppio divario rispetto ai principali paesi europei’
Cefalunews

Svimez, Sud ‘doppio divario rispetto ai principali paesi europei’

‘Se l’Italia rallenta, il Sud subisce una brusca frenata’, a dirlo è lo Svimez nelle anticipazioni del suo Rapporto 2019

‘Dopo un triennio 2015-2017 di (pur debole) ripresa del Mezzogiorno, si riallarga la forbice con il Centro-Nord. Tengono solo gli investimenti in costruzioni, crollano quelli in macchinari e attrezzature. Prosegue il declino dei consumi della P.A. e degli investimenti pubblici. Al Mezzogiorno mancano quasi 3 milioni di posti di lavoro per colmare il gap occupazionale col Centro-Nord. Il dramma maggiore è l’emigrazione verso il Centro-Nord e l’estero. I diritti di cittadinanza limitati al Sud. Forte disomogeneità tra le regioni meridionali: nel 2018 Abruzzo, Puglia e Sardegna registrano il più alto tasso di sviluppo’. Questo è quanto sostiene lo Svimez nelle anticipazioni al suo Rapporto 2019. ‘Un doppio divario, se l’Italia cresce meno dell’Ue, il Sud nel 2018 cresce meno del Centro-Nord. Sul Mezzogiorno ‘grava ora lo spettro della recessione’.

Nel decennio post-crisi (2008/2018) il livello dei consumi nel Centro-Nord ha superato quello pre-crisi, mentre al Sud siamo ancora al -9%. A pesare è ‘soprattutto il mancato apporto del settore pubblico’. Secondo la stima Svimez, nel 2018, ‘sono stati investiti in opere pubbliche nel Mezzogiorno 102 euro pro-capite rispetto a 278 del Centro-Nord (nel 1970 erano rispettivamente 677 euro e 452 euro pro capite)’.

Neanche i migranti vogliono vivere al Sud. I cittadini stranieri iscritti nel Mezzogiorno sono stati tra il 2015 ed il 2017 204.348, mentre al Centro-Nord sono stati 387.871. Dal Mezzogiorno sono emigrate oltre 2 milioni di persone tra il 2002 ed il 2017. Il saldo netto tra arrivi e partenze è negativo per 852 mila unità. Nel solo 2017 ‘sono andati via 132 mila meridionali, con un saldo negativo di circa 70 mila unità’. I dati dimostrano che l’emigrazione dal Sud non è compensata dall’arrivo dei migranti. La maggior parte di coloro che sbarcano sulle coste della Sicilia o della Calabria si trasferiscono in altre regioni o all’estero. Lo spopolamento riguarda soprattutto ‘i piccoli centri sotto i 5 mila abitanti’.

‘L’indebolimento delle politiche pubbliche nel Sud incide significativamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini’. In particolare, i servizi sanitari e l’istruzione pubblica. I posti letto di degenza ospedaliera sono 28,2 ogni 10 mila abitanti al Sud, contro il 33,7 del Centro-Nord. Particolarmente ampio il divario socio-assistenziale. Al Nord 88 anziani sopra i 65 anni ogni 10 mila usufruiscono di assistenza domiciliare, al Centro sono 42, al Sud appena 18 ‘di cui 4 in Basilicata, 8 in Molise, 11 in Sardegna e 15 in Sicilia’.

Nel Meridione per la prima volta nella storia repubblicana tornano ad aumentare gli abbandoni scolastici. Il 50% dei plessi al Nord hanno il certificato di agibilità o di abitabilità, al Sud sono appena il 28,4%. Il tempo pieno al Nord è al 48,1%, mentre al Sud è al 15,9%.

Questi dati per lo Svimez dimostrano ‘l’urgenza di un piano straordinario di investimenti sulle infrastrutture sociali del Mezzogiorno: scuole, ospedali, presidi socio-sanitari, asili nido. Occorre mettere in campo, da subito, un insieme di strumenti incisivi per il rilancio degli investimenti pubblici in un’ottica di integrazione e reciproci vantaggi tra le aree del Paese. La sfida è portare il Sud che (r)esiste a competere sulle catene globali del valore, sfruttando al meglio i suoi vantaggi competitivi, in una strategia nazionale ed europea’.

Fonte svimez.it

REDNEWS