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Il GAL Hassin all’inseguimento della cometa interstellare 2I/Borisov:

Dal sito ufficiale dei GSAL Hassin di Isnello un articolo di Sabrina Masiero. È stata una notte speciale quella del 6-7 dicembre 2019 al GAL Hassin: il potente occhio di 40 centimetri del telescopio robotico GRT-Galhassin Robotic Telescope, ha puntato e inseguito la cometa 2I/Borisov, nota anche come C/2019 Q4.

Verso sud, nel cuore della notte e fino all’alba, la cometa è stata protagonista dei cieli siciliani. A partire dalle ore 4, questo oggetto “interstellare” si trovava ben al di sopra di Pizzo Carbonara, e per due ore il GRT l’ha inseguita, fino ad ottenere un’animazione di un’ora di movimento tra le stelle concentrato in pochi secondi. Le stelle appaiono strisciate, a causa dell’effetto panning, perché si insegue l’oggetto per averlo ben a fuoco, mentre le stelle di fondo si muovono per l’effetto della rotazione terrestre.

Sono state riprese numerose foto in sequenza con un’esposizione di 30 secondi ciascuna, in modo da accumulare quanta più luce possibile in ogni esposizione, evitando che la cometa si spostasse troppo sul sensore a causa del suo moto apparente in cielo (pari a circa 2 pixel/minuto). Combinando insieme 30 foto, è stata ottenuta un’immagine dettagliata della cometa, quella che vedete qui sotto, della quale si vede la chioma centrale e parte della coda, come emissione diffusa. La foto corrisponde ad un totale di 900 secondi (15 minuti) di esposizione.

Combinando insieme 30 foto, è stata ottenuta un’immagine dettagliata della cometa, della quale si vede la chioma centrale e parte della coda, come emissione diffusa. La foto corrisponde ad un totale di 900 secondi (15 minuti) di esposizione. Le stelle appaiono strisciate perché le foto sono state combinate inseguendo il moto dell’oggetto (“effetto panning”). Crediti: Alessandro Nastasi/Fondazione GAL Hassin.
2I/Borisov è un insieme di roccia e ghiaccio che si è messa in viaggio milioni di anni fa da un punto estremamente remoto: le ipotesi che si possono formulare oggi affermano che deve essersi formata in un altro sistema planetario e poi espulsa da questo suo luogo d’origine da una spinta gravitazionale violenta, forse un pianeta vicino oppure una stella di passaggio, facendola vagare nella nostra Galassia fino ad entrare nel nostro Sistema Solare, molto vicino al Sole, molto vicino alla Terra. La sua orbita è iperbolica, il che la rende un oggetto veramente unico: si è avvicinata al Sole, nel suo punto più prossimo, domenica 8 dicembre, e si allontanerà dal Sole per avvicinarsi, nel suo punto più vicino alla Terra il 28 dicembre, quando sarà visibile però solo nell’emisfero australe. Da quel momento la cometa si allontanerà sempre di più da noi per non tornare più.

La cometa interstellare è stata osservata dal Telescopio Spaziale Hubble e da altri telescopi terrestri. Queste sono le immagini ottenute allo Yale Observatory lo scorso 24 novembre 2019. Si nota il confronto tra la chioma della cometa e le dimensioni della Terra. Si stima che la sua coda sia pari a 12 volte il diametro terrestre, quasi metà della distanza Terra-Luna. Crediti: Pieter van Dokkum, Cheng-Han Hsieh, Shany Danieli, Gregory Laughlin/Yale Observatory.
1I/’Oumuamua è stato il primo oggetto ad essere scoperto nel 2017 con origine esterna al nostro Sistema Solare, e fu un ospite che viaggiò rapidamente: quando ci accorgemmo di lui, stava giù andando fuori della portata dei nostri strumenti. Questo asteroide interstellare aveva una dimensione di almeno 20 metri e pare abbia avuto origine all’interno di un sistema stellare vicino a casa nostra, attorno ad una delle stelle nei dintorni del nostro Sole. La cometa Borisov, con un nucleo intorno ai 2 chilometri, rappresenta il secondo oggetto interstellare scoperto, di conseguenza prende la denominazione 2I (2 sta per secondo oggetto, I sta per Interstellare) seguito dal nome dello scopritore.

Con una velocità di 32 km/s, 2I/Borisov rappresenta una viaggiatrice estremamente veloce, con una velocità maggiore rispetto a tutte le comete note del nostro Sistema Solare, di grande eccentricità (con un’orbita iperbolica) e che provengono dalla Nube di Oort, la sorgente di nuclei cometari che dovrebbe trovarsi a grandi distanze dal Sole, circa 60 000-100 000 volte la distanza Terra-Sole (150 milioni di chilometri), il confine ultimo del nostro Sistema Solare. Borisov è stata battezzata la “cometa di Natale” ma questo sarà il suo unico Natale vicino alla Terra.