«Non passare da quella via, è a rischio contagio». Ecco un’app che fa evitare i luoghi infettati

Si chiama «Singola» ed è stata messa a punto da un team milanese guidato dal catanese Giuseppe Signorelli. Si tratta di un genere di App “modello Corea” che serve a tracciare gli spostamenti. Identifica le persone attraverso il codice fiscale. Ogni 30 minuti fa un “recording” della posizione dell’utente utilizzando il gps dello smartphone. Registra 48 posizioni giornaliere e le conserva per un arco di tempo di 14 giorni. Il suo obiettivo è isolare il Covid-19 isolandone i portatori. Ogni utente avrà a disposizione una mappa sul proprio smartphone che geolocalizza le zone rosse a rischio. Chi utilizza questa app potrà decidere di non andare in quel luogo classificato come zona rossa. La nuova app potrà scendere in campo quando il Governo deciderà di dare la possibilità alla gente di tornare a lavorare, di uscire. La nuova app è in linea con i sistemi già adottati, in Cina, Corea o Singapore. Sistemi di tracciamento e di posizionamento delle persone, portatori certificati del virus e non. In Cina, tramite il WeChat, il whatsApp cinese, è stato installato dal governo un sistema di tracciamento a prescindere dal volere della persona e, tramite questa installazione, si riesce a tracciare il movimento, quindi il comportamento dei cinesi, nel Paese o fuori. In questo modo si può conoscere esattamente dove si trovavano le persone infette e dove quelle sane. Nel momento in cui un infetto entrava in contatto in un raggio da 3 a 5 metri con una persona sana, in base allo scarto che il gps è in grado di rilevare, si può stimare la probabilità di contagio.

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