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L’inizio della Fase 2 non vuol dire ‘liberi tutti’

Secondo gli esperti occorreranno dai 12 ai 18 mesi per ritornare alla ‘normalità, pertanto, con il rientro al lavoro e alle attività quotidiane occorreranno maggiore cautela ed un rigido rispetto delle direttive sanitarie

Il lockdown totale sta per finire, il 4 maggio inizierà la cosiddetta Fase 2. Il divieto di circolazione sarà allentato. Oltre 4 milioni di lavoratori torneranno negli uffici e nelle fabbriche. Inoltre, potremo andare a trovare i congiunti, fare jogging, andare al mare e prendere bus e metrò.

Finora è stato relativamente facile, bastava stare a casa. I problemi iniziano adesso. Sapremo rispettare le nuove indicazioni del Governo? Sapremo interpretare correttamente le nuove direttive? Dal ridurre le limitazioni al ‘liberi tutti’, il passaggio per molti è scontato.

Cautela e rispetto delle nuove disposizioni, quindi. La pandemia non è stata debellata. Decine di migliaia di asintomatici continuano ad essere portatori inconsapevoli del virus. I focolai potrebbero riaccendersi in qualsiasi momento e in qualsiasi città. Il ritorno alla ‘normalità’ potrà avvenire solo quando la maggioranza dei residenti sarà vaccinata o comunque sarà diventata immune al Covid 19.

I prossimi 12 o 18 mesi saranno complicati. L’attenzione non deve diminuire, anzi con il ritorno al lavoro e alle attività quotidiane occorrerà maggiore cautela. Con l’arrivo della ‘bella stagione’ sarà tutto più difficile. In attesa di un vaccino, molto dipenderà dai nostri comportamenti. Il pericolo di una nuova e più virulenta fase di pandemia non è escluso, anzi gli esperti ci dicono che il peggio potrebbe non è essere alle nostre spalle.

Intanto, dall’opposizione parlamentare e dalla stessa maggioranza di Governo aumentano le critiche all’operato dell’Esecutivo e diversi Governatori e Sindaci annunciano ordinanze meno stringenti di quelle indicate nei decreti ministeriali. Il fai da te degli amministratori locali oltreché incostituzionale è molto pericoloso, ma si sa, per molti politici è più agevole parlare alla ‘pancia’ del Paese che prendere decisioni che scontentano una parte dell’elettorato.

Inoltre, lanciare invettive dai salotti delle proprie abitazioni o in estemporanei flashmob è comodo e facile, tanto le responsabilità sono di chi governa ed a correre i pericoli di infezione sono i lavoratori e le lavoratrici che da lunedì torneranno nelle fabbriche e negli uffici.

Attenzione quindi, la Fase 2 non è il ‘liberi tutti’, ma deve essere un altro momento di serietà ed altruismo, sempreché gli italiani non decidano di ritornare alle cattive abitudini, cioè all’anarchia e all’individualismo.

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