Polizzi: celebrazioni on line per i quattro giorni della festa del Crocifisso

Niente festeggiamenti del Crocifisso con il popolo quest’anno a Polizzi. Si interrompe la tradizione di una delle feste più antiche di Polizzi e delle Madonie. La festa del Crocifisso a Polizzi, infatti, sarebbe stata celebrata per la prima volta nel lontano 1.672. Dopo 348 anni che hanno visto il popolo polizzano fermare tutto per tributare onore al Crocifisso quest’anno tutti sono stati costretti a restare in casa.
I
festeggiamenti al Crocifisso hanno inizio a Polizzi nel 1.672 quando una violenta carestia aveva investito tutta la Sicilia. Polizzi ne è stata preservata e per questo i cittadini quell’anno tributarono una grande festa al Crocifisso proprio quando a primavera inoltrata i loro campi cominciano a dare i primi frutti. Da quell’anno la tradizione è andata avanti negli anni ed è diventata sempre più forte. Qualche anno dopo arriva per la Festa un grande simulacro realizzato da Francesco Gallusca della scuola di fra Umile. Da quel momento questo simulacro è stato sempre al centro della festa polizzana.
Quest’anno le festa è stata portata avanti on line dal nuovo parroco don Nicola Crapa che ha saputo portare nelle case dei polizzani i momenti più importanti dei festeggiamenti anche senza la presenza del popolo. La benedizione dei campi, la messa davanti la cappella del Crocifisso, gli incontri per preparare alla festa e una breve processione con il Crocifisso, cosiddetto piccolo, che alcuni  rappresentanti della Deputazione che organizza la festa hanno portato sulle spalle nella piazzetta antistante la chiesa del Carmine.
I festeggiamenti per il Crocifisso a Polizzi iniziano il primo maggio e si chiudono giorno quattro. Il tutto è preceduto da un ottavario che introduce al clima di festa. In questi otto giorni i fedeli dedicano un viaggio devozionale al Santissimo Crocifisso che si trova nella Chiesa del Carmine alle porte del paese. Non mancano i fedeli che fanno questo loro viaggio verso la Chiesetta a piedi scalzi per per sciogliere un voto o per chiedere una grazia. In genere l’ottavario vede la presenza di un padre predicatore che ogni sera tiene un incontro di meditazione e riflessione per quanti arrivano alla chiesetta. Giorno 1 maggio si entra nel vivo della festa. Nel corso della mattinata si tiene quella che si chiama «Scinnuta du Signuri». Il simulacro del Crocifisso, opera di Francesco Gallusca, della scuola di Frà Umile, viene intronizzato sull’Altare principale della Chiesa del Carmine. Il simulacro che viene custodito tutto l’anno in una cappella della chiesetta, viene portato fuori nella piazza antistante la chiesa. La festa inizia con una breve processione in piazza alla quale prende parte tutta la città. Il Crocifisso viene portato di fronte la valle dei nocciole, dove si trovavano anche i tanti mulini che operavano a Polizzi nel passato, e da qui il parroco impartisce una solenne benedizione ai fedeli, ai campi e ai primi raccolti che già a maggio cominciavano ad arrivare. Il simulacro del Crocifisso viene posto in mezzo alla piazza e tutti i fedeli vi si recano in pellegrinaggio per baciarla. Al termine il simulacro viene portato in chiesa e intronizzato sull’altare principale. Nel pomeriggio nuovo appuntamento quando viene benedetto il Pane che nei giorni ella festa viene distribuito ai fedeli che si recano in chiesa. Giorno due maggio la festa riprende a sera quando fra le vie del paese viene portato il simulacro del Crocifisso.
Per questa processione non viene portato fra le strade il grande simulacro della scuola di fra Umile ma un simulacro del Crocifisso più piccolo, appunto chiamato «u nicu», opera del XVII secolo che nel passato è stato oggetto di venerazione soprattutto da parte dei mugnai del paese per un prodigio che si è verificato durante il primo conflitto mondiale. Alla fine della processione la giornata si conclude con gli spettacolari fuochi d’artificio. I festeggiamenti riprendono all’alba del 3 maggio quando già alle 4 inizia la “furriata du Patri Nuastru” con la banda musicale che gira per il paese intonando motivi allegri che svegliano la popolazione. Subito dopo inizia la “arricugghiuta da cira” ovvero la raccolta delle torce di cera che vengono donate al Simulacro per essere accesi nel giorno della festa. Una raccolta di Ceri che nel passato aveva nei mugnai del paese i veri protagonisti di questo primo momento della festa. Proprio i tanti mugnai del paese, infatti, negli anni passati erano soliti fare dono al Crocifisso di tanti ceri votivi che ardevano nella chiesetta del Carmine. Nel pomeriggio di giorno tre maggio si tiene la solenne processione. La giornata si chiude con i giochi d’artificio. La mattina del 4 maggio la festa si conclude con una nuova e diversa”scinnuta du Signori”, Il simulacro del Crocifisso viene sceso dall’Altare principale e portato di nuovo fuori nella piazza antistante la chiesetta del Carmine. Dopo una breve processione ed una nuova benedizione viene ricollocato nella sua Cappella.

 

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