Ciclo delle conferenze dedicate a Giuseppe Patiri: “Per la valorizzazione , la salvaguardia e fruizione della Chiesa di Sant’Orsola in Termini Imerese”

In occasione del ciclo delle conferenze dedicate a Giuseppe Patiri (1846 – 1917) si svolgerà in diretta streaming, dalla pagina Facebook di Cefalùnews (giovedì 17 giugno 2021 alle ore 18.00), il 13° incontro di conferenze a tema dal titolo: “Salvaguardia e fruizione della Chiesa di Sant’Orsola in Termini Imerese”.

Introduce e modera:

Prof. Mario Macaluso (Giornalista, Direttore di Cefalunews)

 

Interventi:

Prof. Umberto Balistreri (Presidente ISSPE)

La Compagnia dei Neri e la Chiesa di Sant’Orsola di Termini Imerese

Don Enrico Campino (Parroco, Santuario Madonna della Consolazione)

La Chiesa di Sant’Orsola oggi

Prof.ssa Rosa Lo Bianco (Presidente dell’Archeoclub d’Italia “Himera”, sede di Termini Imerese)

Le chiese nel territorio termitano da valorizzare

Christian Pancaro (Storico)

Le Compagnie dei Bianchi e dei Neri in Sicilia e a Termini Imerese

 

 

«La quattrocentesca chiesa di Sant’Orsola di Termini Imerese fu sede di una fiorente e attiva Compagnia alla quale appartennero soprattutto mercanti, piccoli e grandi armatori di barche: insomma la parte più vivace e intraprendente dell’imprenditoria termitana. Sin dal XVI sec. questa chiesa ospitò la Compagnia di Sant’Orsola o dell’Orazione della morte o dei Neri, per il colore dell’abitino che indossavano gli appartenenti. La Compagnia, fondata a Termini il giorno sei febbraio 1569, fu come per le altre, diffuse nel resto dell’Italia, iscritte alla sede di Roma il cui anno di fondazione risaliva al 1538. Il compito di questa benemerita Congregazione fu, oltre alle raccolte delle elemosine per le funzioni religiose in suffragio dei confrati defunti e la tumulazione degli stessi nella suddetta Chiesa, anche quello del sostentamento per le vedove e gli orfani in caso di premorte degli appartenenti alla Confraternita. Nel 1660 la Compagnia dei Neri per l’intervento del sac. Ignazio Barracato e la concessione del frate agostiniano senese, Ambrogio Landucci, ottenne la traslazione a Termini Imerese delle reliquie di Sant’Orsola, i cui resti giacevano custoditi nel cimitero Saturnino di Roma. L’edificio sacro racchiude nel suo interno preziose testimonianze d’arte: stucchi, dorature, affreschi, dipinti policromi, reliquiari, iscrizioni funerarie e acquasantiere. Gli affreschi del coro e della navata centrale unitamente alle tele che arricchiscono l’edificio sacro, sono le raffigurazioni di maggiore pregio. I valenti artisti che resero alla chiesa di Sant’Orsola la loro opera espressiva furono: il palermitano Rosario Vesco (Palermo 1714, Termini Imerese 1767) noto per aver affrescato la volta e parte dell’abside con scene pittoriche. Don Alessio Geraci, pittore e decoratore, allievo di Vito D’Anna da cui imparò i segreti dell’affresco».

 

«Il Prof. Giuseppe Patiri (1846 – 1917) paletnologo, etnologo, studioso di storia locale siciliana, fu un illustre socio in seno della benemerita “Società del Carnevale”, infatti, oltre ad esserne il promotore, fu anche il referente ufficiale a Termini Imerese dell’antropologo Giuseppe Pitrè fondatore in Sicilia della “demopsicologia” e che insieme al folclorista – filologo Salvatore Salomone Marino, diedero origine all’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari. Il Carnevale di Termini Imerese è uno dei più antichi d’Italia ed erede diretto dell’antico carnevale di Palermo».

Giuseppe Longo
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