Oggi, 16 aprile, si ricorda la Memoria di San Guglielmo Gnoffi

Scrive don Santo Scileppi: San Guglielmo Gnoffi nacque a Polizzi Generosa nel 1256 e morì a Castelbuono il 16 aprile del 1317. È stato definito l’eremita delle Madonie. Giovanissimo lasciò la sua natia Polizzi per ritirarsi nel silenzio di Mont’Alto, una delle più alte cime delle Madonie (1827 mt.), dove diede vita a quello che poi sarebbe stato il Santuario della Madonna dell’Alto, oggi territorio del Comune di Petralia Sottana. Dopo un periodo di permanenza a monte Alto si spostò a Gonato, nei pressi di Geraci Siculo, dove vi rimase per circa 11 anni. Successivamente fu a Caccamo, presso l’eremo di San Felice, e, infine, approdò in contrada “Favare”, nei pressi di Castelbuono, che corrisponde all’odierna contrada “San Guglielmo”. L’uomo, dedito alle “Cose di Dio”, concluse il suo pellegrinaggio terreno il 16 aprile del 1317, lasciando attorno a sé il soave profumo di santità.
Le sue preziose Reliquie sono custodite in una preziosa urna d’argento e venerate nella Chiesa Matrice nuova di Castelbuono, all’interno della Cappella del SS. Crocifisso, e, ogni anno, vengono portate in solenne processione la sera del 27 luglio in occasione della Festa Patronale della Madre Sant’Anna.
Qualche anno fa il prof. Salvino Leone ha pubblicato un volume dove ricostruisce la figura del nostro Santo attraverso precisa documentazione storica. “Superando l’incertezza dei dati biografici e la difficoltà nel reperimento delle fonti relative alla vita del beato Guglielmo, questo denso saggio apporta un contributo necessario alla conoscenza di un personaggio finora poco noto eppure particolarmente significativo per costruire un altro tassello della storia e della cultura siciliane. Queste pagine potranno dunque servire a tanti per scoprire e riscoprire la figura di un uomo – Guglielmo Gnoffi – dedito alle “cose di Dio”, sia pure vissuto oltre sette secoli fa ma che può essere di stimolo e di esempio per l’odierna società, spesso poco dedita al silenzio e al raccoglimento, all’ascolto di se stessi e del creato”.
Da ricordare che l’attuale Cimitero Comunale di Polizzi è dedicato a Lui e che il 19 settembre del 2012 è stato impreziosito dalla presenza permanente di una statua di vetro resina, realizzata dall’artista polizzano Domenico Spagnuolo, raffigurante il Santo eremita. L’opera è stata posta nell’ingresso nuovo del Camposanto, quasi a voler accogliere coloro che varcano la soglia dell’eternità affinché il Signore conceda loro, per Sua intercessione, la Gloria del Paradiso. In quella medesima circostanza la Comunità di Castelbuono, tramite l’allora Arciprete Mons. Santino Di Gangi e il Sindaco Antonio Tumminello, una insigne Reliquia per essere venerata dai concittadini del Beato Guglielmo.
Nella foto la settecentesca Urna Reliquiaria in legno policromo – che si trova – in una apposita nicchia, all’interno della Cappella del SS. Crocifisso della Chiesa Madre di Polizzi Generosa. Quest’ultima è stata portata a Petralia Sottana a fine settembre del 2011, in occasione dell’anno Mariano Parrocchiale, e in concomitanza della 5ª discesa del Simulacro marmoreo della Madonna dell’Alto.
Che San Guglielmo interceda per noi presso Dio affinché ci liberi da questo terribile virus e da ogni altro male che affligge l’umanità intera. (Testo: don Santo  Scileppi, Parroco)