Cefalù il raddoppio ferroviario si ferma. Interviene la ditta

Cefalù il raddoppio ferroviario si ferma. Restano a casa tutti i 380 operai della Toto costruzioni che porta avanti i lavori nella tratta che da Cefalù porta a Castelbuono. A settembre erano stati messi in cassa integrazione 140 operai circa che lavoravano nello scavo. I lavori erano stati sospesi per un cedimento di natura geologica proprio a Cefalù. Dopo il fermo dei lavori l’azienda con i tecnici di Rfi avrebbe dovuto avviare un settaggio della “talpa”. Un settaggio che avrebbe dovuto far operare in modalità chiusa anzichè aperta per evitare altri cedimenti. Invece a Cefalù il raddoppio ferroviario si è fermato. Ci sarebbe voluto circa un mese per fare tutto questo ma qualcosa non è andato secondo le previsioni.

Quando tutti si attendevano la ripartenza dei lavori con il rientro dei 140 operai in cassa integrazione un nuovo colpo di scena. A Cefalù il raddoppio ferroviario si è fermato. Sono rimasti a casa gli operai che vi lavorano. Nello scorso fine settimana si è appreso che anche gli altri operai sarebbero rimasti a casa anche se pagati dalla Toto. Il fatto non convince i sindacati. Ci sarebbero problemi economici perchè con il fermo dei lavori il cantiere non ha più prodotto stati di avanzamento. Ecco perchè sarebbe stata fermata l’opera. Al momento non si conoscono i tempi per la ripresa.

Cefalù il raddoppio ferroviario si ferma: la ditta chiarisce

A Cefalù il raddoppio ferroviario si ferma. La Toto costruzioni chiarisce la questione con una nota a Cefalunews che “intende proseguire con decisione e determinazione nella realizzazione del progetto appaltato”. La Società puntualizza che non vi è nessun rapporto causa effetto tra la situazione di Cefalù e la vicenda relativa alla concessione autostradale al gruppo Toto della A24 e A 25. La Società ricorda che le operazioni di cantiere sono proseguite senza alcuna interruzione fino al cedimento del terreno occorso dopo la pausa estiva nello scavo della galleria Cefalù. E chiarisce ancora che non corrisponde al vero quanto affermato nella nota del sindacato che “con le attività ridotte per il fermo della talpa, il cantiere non ha più prodotto stati di avanzamento lavori”.