Torna ad Alimena, la V Sagra del ficodindia e del masticuttè


Dove la natura prevale sull’opera dell’uomo, la terra diventa generosa, e Alimena — borgo madonita al confine tra Palermo e Caltanissetta — si rivela scrigno di antichi sapori e saperi. Qui il ficodindia, frutto regale della Sicilia, col suo manto di spine e la dolcezza nascosta nella polpa, diviene simbolo di resilienza, bellezza e identità. Domenica 12 ottobre, dalle 9:30 alle 22:30, la Villa Comunale di Alimena, immersa tra alberi secolari e profumi di macchia mediterranea, accoglierà la V Sagra del Ficodindia e del Masticuttè, organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune di Alimena e la collaborazione di associazioni e cittadini.

Una giornata che unisce gusto, arte e tradizione, celebrando la pianta simbolo della Sicilia attraverso degustazioni, laboratori, mostre e spettacoli. L’ingresso è libero, mentre il pranzo a ticket (13 euro) offre un viaggio sensoriale tra i sapori dell’isola.

A Cefalù tutti vogliono conoscere il segreto

Il Segreto del Re
di Mario Macaluso

Il romanzo che svela il mistero custodito da nove secoli nel cuore di Cefalù.

🔎 Scopri di più su Amazon

Basta un click e arriva a casa tua

Tra arte e natura: il programma della giornata

Fuori dalla Villa Comunale, dalle 9:30, si potrà scoprire il cuore antico del paese con visite guidate al centro storico curate dalla Consulta giovanile, e un’esposizione di macchine d’epoca in piazza Regina Margherita.
Alle 10:30, l’arte prenderà forma con “Attacchi d’arte. Alimena tra scorci e fichi d’India”, una estemporanea di pittura ispirata ai colori del frutto e ai paesaggi madoniti. Una giuria premierà i primi tre artisti con riconoscimenti che spaziano da 150 euro a prodotti eno-gastronomici e artigianali locali.

Il regno dei sapori: il menù della Sagra

Dalle 11:00, apriranno gli stand gastronomici, artistici e artigianali, dove il ficodindia si farà protagonista in ogni declinazione: marmellate, granite, frittelle, biscotti, cocktail e tisane, ma anche pesto di pala di ficodindia, formaggi affinati nelle bucce rosse, e naturalmente il celebre masticuttè, antica caramella ottenuta dal mosto cotto di ficodindia, figlia di un sapere contadino che ancora profuma di sole e di lentezza.

Alle 12:00 si potrà gustare il menù completo:

Antipasto con ficodindia, cipolla rossa, capperi e acciughina;

Bruschetta con pesto di pala di ficodindia;

Riso con pancetta, pecorino e succo di ficodindia, con rucola, melograno e scorza di limone;

Polpette di maiale e bucce di ficodindia, bucce fritte con farina di riso;

Biscotto e liquore al ficodindia, accompagnati da vino Tenuta dell’Abate.

Previsti anche menu alternativi e senza glutine, nel rispetto delle sensibilità contemporanee e dell’ambiente, con stoviglie plastic free.

Musica, arte e cultura per una festa della comunità

La giornata sarà animata dalle opere degli artisti locali Rosario Genduso, Pino La Marca e Igino Russo, accanto ai lavori degli alunni delle scuole di Castellana, Polizzi e Alimena, che hanno partecipato al concorso “Fai il fico”.
Lo spazio culturale ospiterà anche il Patto per la lettura delle Madonie e la Condotta Slow Food Madonie, con presentazioni di libri e riflessioni sul valore del territorio.

Alle 15:00, il gruppo folkloristico Imachara riempirà la villa di suoni antichi — fisarmonica, tamburello, marranzano — in un intreccio di memoria e festa.
Alle 16:00, il cooking show “Tradizione e innovazione all’insegna del ficodindia”, curato dallo chef Simone Scelfo, offrirà una dimostrazione di cucina molecolare siciliana, dove la scienza incontra la tradizione.

Alle 17:00, la sfilata in costumi tipici siciliani e le danze popolari dei più giovani daranno vita a una rappresentazione corale dell’identità locale.
A seguire, l’esibizione itinerante dei “Clarinottoni”, ensemble di ottoni e clarinetti che fonde repertorio bandistico e world music, accompagnerà il tramonto madonita.
La serata si concluderà alle 21:00 con lo spettacolo di CalisMaio e Mary, tra musica, sorriso e comunità.

Un simbolo di Sicilia che resiste e fiorisce

Il ficodindia, un tempo considerato “il frutto dei poveri”, oggi si erge come emblema di biodiversità mediterranea e sapienza agricola, custode di una cultura che sa trasformare la durezza della terra in dolcezza condivisa.
Come scriveva Giovanni Verga, “la terra è madre severa, ma generosa con chi la sa intendere”: e ad Alimena questa intesa si rinnova ogni anno, in una festa dove gusto e identità si fondono in un unico respiro.

Info: www.alimenaonline.eu
— Tel. 328 5362552
Ingresso libero — Pranzo con ticket 13 euro — Domenica 12 ottobre, Villa Comunale di Alimena

Paolo Taormina, giornalista

(Fonte comunicato stampa manifestazione)