TomTom boccia nuovamente Palermo: è tornata la città con più traffico in Italia

Palermo torna in cima alla classifica delle città più trafficate d’Italia. A certificarlo è il TomTom Traffic Index 2025, che ha analizzato i flussi di mobilità in 492 città del mondo attraverso i dati raccolti da navigatori satellitari delle auto e app installate sugli smartphone. Nel capoluogo siciliano gli automobilisti trascorrono in media 98 ore l’anno bloccati nel traffico. Il livello di congestione raggiunge il 51%, con una velocità media di 27,1 km/h e una percorrenza di 6,8 chilometri in 15 minuti. Il giorno più congestionato del 2025 è stato l’8 aprile, mentre dicembre risulta il mese peggiore per la viabilità urbana. Un primato negativo che Palermo aveva già conosciuto nel 2021 e che oggi si ripresenta con numeri sostanzialmente invariati, confermando una criticità strutturale del sistema della mobilità cittadina.

La classifica italiana e il confronto tra le città

Alle spalle di Palermo si colloca Milano, seconda città più congestionata d’Italia, seguita da Catania, che sale al terzo posto della graduatoria nazionale. Roma è quarta, mentre Firenze chiude la top five. La presenza di due città siciliane nelle prime tre posizioni evidenzia un problema diffuso nel Mezzogiorno, ma con caratteristiche diverse da area ad area. A Palermo il dato sulla congestione è più alto rispetto alla media nazionale, mentre a Milano, pur con una percentuale inferiore, il tempo totale perso nel traffico risulta maggiore. Catania registra valori simili a quelli del capoluogo siciliano, confermando una pressione crescente sulla rete urbana. La classifica, limitata al contesto italiano, restituisce una fotografia articolata: città con reti di trasporto pubblico più strutturate riescono a contenere parzialmente l’impatto della congestione, mentre i centri dove l’auto privata resta il mezzo dominante continuano a perdere posizioni. Palermo, in questo scenario, emerge come caso emblematico di squilibrio tra domanda di mobilità e offerta di servizi alternativi.

I numeri del traffico a Palermo nel 2025

Nel dettaglio, il report TomTom evidenzia come nel capoluogo siciliano la congestione abbia registrato un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un dato che si traduce in spostamenti quotidiani più lenti e imprevedibili, soprattutto nelle ore di punta. La velocità media di 27,1 km/h colloca Palermo tra le città più lente d’Italia, nonostante una distanza media percorsa in 15 minuti superiore a quella di altri grandi centri urbani. Questo indica una rete stradale fortemente sollecitata, ma non compensata da un sistema di trasporto pubblico in grado di intercettare una quota significativa di spostamenti. Il traffico risulta particolarmente intenso nei mesi invernali, con un picco a dicembre, periodo in cui si sommano flussi pendolari, aumento delle attività commerciali e condizioni meteo meno favorevoli. L’8 aprile, giornata più congestionata dell’anno, rappresenta invece un esempio di come eventi ordinari possano generare effetti straordinari sulla circolazione, in assenza di margini di assorbimento del sistema urbano.

Le reazioni politiche e il nodo del trasporto pubblico

Sui dati del TomTom Traffic Index è intervenuto Carmelo Miceli, consigliere comunale e coordinatore regionale per la Sicilia di Progetto Civico Italia. «La responsabilità – afferma – non è esclusivamente degli automobilisti indisciplinati. Lo scaricabile nei confronti dei cittadini bloccati nelle proprie auto non funziona più». Secondo Miceli, alla base del primato negativo di Palermo c’è «una cattiva amministrazione che ha organizzato un trasporto pubblico poco efficiente e che non porta avanti politiche di riduzione del traffico, né alternative credibili all’uso delle auto private». Le dichiarazioni riportano il tema della congestione su un piano politico e amministrativo, chiamando in causa le scelte di pianificazione urbana e la mancanza di strategie di lungo periodo. Il dato TomTom, in questo senso, non viene letto come una semplice classifica, ma come un indicatore di criticità strutturali che si riflettono sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità complessiva della mobilità urbana.

Il ritorno di Palermo al primo posto tra le città più trafficate d’Italia riaccende il dibattito sulla mobilità e sulle politiche da adottare nei prossimi anni. Il report TomTom offre una fotografia dettagliata e comparabile a livello internazionale, che colloca il capoluogo siciliano in una posizione di forte sofferenza. I numeri, più che un giudizio, rappresentano una base oggettiva di analisi da cui ripartire. La sfida resta quella di ridurre la dipendenza dall’auto privata e di rendere più efficaci le alternative di trasporto, in un contesto urbano complesso e densamente abitato. I dati del 2025 indicano che il problema non è episodico, ma strutturale, e che senza interventi mirati il rischio è quello di vedere confermato questo primato negativo anche nelle prossime edizioni dell’indice.