Cefalù celebra gli Ottanta Anni della Repubblica. Da oggi una mostra di Gaetano Porcasi

Oggi, Sabato 21 Marzo, è la trentunesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Il Comune di Cefalù ha scelto di iniziare proprio il 21 Marzo l’itinerario della memoria per gli 80 anni della Repubblica Italiana (1946-2026), che culminerà nella Festa del 2 Giugno, con una mostra, presso l’Ottagono di Santa Caterina in piazza Duomo, dal titolo: “Il sacrificio e la memoria. Storia e cultura nelle opere di Gaetano Porcasi.

Nel segno della memoria come responsabilità civile, il Comune di Cefalù inaugura, il 21 marzo – in coincidenza con la trentunesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie – un itinerario culturale che accompagna gli ottant’anni della Festa della Repubblica. Il percorso trova il suo incipit nella mostra “Il sacrificio e la memoria. Storia e cultura nelle opere di Gaetano Porcasi”, a cura di Rosalba Gallà, allestita presso l’Ottagono di Santa Caterina.

La pittura di Porcasi si dispiega come una cartografia etica della storia italiana: dalle tensioni del secondo dopoguerra alle derive e alle contraddizioni della contemporaneità, le sue tele – spesso di grande formato – restituiscono un Paese attraversato dal sacrificio di eroi civili e cittadini comuni. Le immagini, al contempo crude e necessarie, evocano ferite ancora aperte, dalla Strage di Portella della Ginestra alla Strage di via dei Georgofili, dalla Strage di Bologna alla stagione tragica del 1992, in cui dolore e coscienza collettiva si intrecciano in un medesimo orizzonte.

Accanto alla narrazione visiva, emergono i volti della parola: Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo diventano icone di una speranza critica, testimoni di una cultura capace di interrogare il presente. In questa tensione tra memoria e impegno si riconosce la cifra stilistica dell’artista, la cui ricerca, nutrita da suggestioni che vanno dai cantastorie alla tradizione del vero, ha conquistato negli anni una riconoscibile maturità espressiva.

L’iniziativa si configura così non come mera celebrazione, ma come dispositivo di coscienza: un invito a rileggere la storia repubblicana alla luce del sacrificio e della responsabilità condivisa, affinché la memoria si traduca in consapevolezza e, infine, in futuro.