Nella storia
Dopo aver sconfitto l’Arsenal FC (1-1 dopo i tempi supplementari, 4-3 ai calci di rigore) sabato 30 maggio alla Puskás Aréna di Budapest, in Ungheria, al termine di una finale epica di UEFA Champions League, il Paris Saint-Germain ha difeso con successo il proprio titolo conquistando la seconda stella europea. Riviviamo una notte leggendaria!
È stato nella capitale ungherese che Luis Enrique e i suoi giocatori sono scesi in campo per difendere il titolo continentale. A quasi un anno esatto dal primo storico trionfo, l’obiettivo era naturalmente chiaro: battere i Gunners e conquistare una seconda stella. Davanti ai parigini, però, si ergeva un avversario finale tanto prestigioso quanto temibile: i neo campioni d’Inghilterra, rimasti imbattuti nella fase campionato della competizione con otto vittorie e capaci poi di eliminare Bayer 04 Leverkusen (1-1, 2-0), Sporting Clube de Portugal (1-0, 0-0) e Atlético Madrid (1-1, 1-0).
I londinesi sono partiti fortissimo, raffreddando immediatamente le ambizioni della squadra francese. Al 5’, Kai Havertz ha intercettato a centrocampo un rinvio di Marquinhos, si è involato da solo verso Matvey Safonov e ha insaccato sotto la traversa il pallone del vantaggio (0-1, 5’). Un segnale poco incoraggiante, considerando che la squadra capace di segnare per prima aveva vinto ciascuna delle ultime undici finali della competizione. I Rouge et Bleu, tuttavia, non si sono arresi e hanno cercato di reagire, ma il tiro di Fabián Ruiz è terminato a lato (13′).
Con il passare dei minuti, il Paris Saint-Germain, sostenuto da quasi 20.000 tifosi, ha dominato il possesso palla senza però riuscire a impensierire realmente un Arsenal schierato a protezione della propria area, fino alla conclusione di Ousmane Dembélé respinta dalla difesa (37′). Dopo una bella iniziativa di Nuno Mendes sulla fascia sinistra, Ruiz ha colpito di testa senza trovare lo specchio della porta (43′), così come Dembélé (45′) e Désiré Doué (45’+2). I Gunners sono andati vicinissimi al raddoppio, ma Marquinhos ha salvato tutto murando all’ultimo istante una conclusione di Havertz (45’+3).
Nella ripresa i parigini sono tornati in campo determinati a conquistare il trofeo. Dopo uno scambio sulla sinistra con Dembélé, Khvicha Kvaratskhelia è stato atterrato in area da Cristhian Mosquera, inducendo l’arbitro Siebert ad assegnare correttamente il calcio di rigore (62′). Il vincitore del Pallone d’Oro si è presentato sul dischetto davanti a Raya e con un rasoterra preciso nell’angolo basso alla sinistra del portiere ha ristabilito la parità (1-1, 65’).
Il pareggio ha dato ulteriore slancio al Paris Saint-Germain. Il numero 10 è andato nuovamente vicino al gol senza fortuna (72′), mentre Vitinha ha calciato alto (73′). In contropiede, Kvaratskhelia ha superato la difesa inglese, si è accentrato e ha concluso verso la porta, ma il pallone, deviato da Gabriel, si è stampato sul palo (77′). Marquinhos non ha trovato il bersaglio di testa (82′), Bradley Barcola è stato fermato da Raya (85′), Vitinha ha colpito la traversa (89′) e ancora Barcola ha sfiorato il gol nei minuti di recupero (90’+7).
Il tempo regolamentare si è chiuso sull’1-1 e i 61.035 spettatori presenti hanno potuto assistere ad altri trenta minuti di emozioni. Nemmeno i tempi supplementari, però, sono bastati per separare le due squadre. La finale si è così decisa ai calci di rigore, dove, come già accaduto nelle altre tre finali disputate in stagione, il Paris ha avuto la meglio, imponendosi per 5-4.
Il Paris Saint-Germain ha così conquistato la seconda stella della sua storia, coronando una campagna europea eccezionale e un’altra stagione straordinaria. Il club parigino è inoltre diventato la prima squadra francese a riuscire nell’impresa di difendere con successo il titolo di campione d’Europa e ha conquistato il quinto trofeo stagionale dopo la Supercoppa UEFA, la Coppa Intercontinentale FIFA, il Trophée des Champions e la Ligue 1.
A passeggio per le vie del centro di Cefalù, tifosi con le maglie delle due squadre.
Complimenti a Tutti.















