In questi giorni a Cefalù e nelle Madonie si sente parlare di “preallerta incendi”. Ma cosa vuol dire davvero questa parola? E soprattutto: cosa cambia per chi vive, lavora o trascorre le vacanze in città? Proviamo a spiegarlo in modo semplice, partendo dall’avviso della Protezione Civile siciliana.
I tre livelli di allerta
Il sistema regionale per il rischio incendi prevede tre gradini, indicati con colori diversi sulla mappa della Sicilia. Il primo è la preallerta, evidenziata in arancione: segnala condizioni di partenza in cui un eventuale incendio si svilupperebbe con intensità contenuta e propagazione lenta. Il secondo è l’attenzione: qui il fuoco potrebbe propagarsi in modo veloce e con intensità elevata. Il terzo, il livello più alto, indica un rischio molto elevato, con fiamme capaci di avanzare in modo estremamente rapido.
Cefalù, rientrando nella provincia di Palermo, si trova oggi nel primo gradino: la preallerta.
Pericolosità “media” e preallerta: perché due parole diverse
Nell’avviso si leggono due termini che possono confondere: “pericolosità” e “livello di allerta”. La pericolosità descrive quanto le condizioni naturali (caldo, secchezza, vento) favoriscono lo sviluppo di un incendio; per Palermo oggi è classificata come media. Il livello di allerta, invece, indica la fase operativa che le istituzioni devono attivare. C’è una regola importante da conoscere: durante la campagna estiva antincendio, partita in Sicilia il 15 maggio, viene dichiarata la preallerta anche quando la pericolosità è soltanto bassa. È una misura di prudenza pensata per non farsi trovare impreparati.
Cosa fa il Comune in fase di preallerta
La preallerta non riguarda solo i cittadini, ma anche chi amministra il territorio. In questa fase i Sindaci avviano e mantengono i contatti con le strutture operative locali, con la Prefettura, con la Provincia e con la Regione. In pratica si tiene aperto un filo diretto, pronto a trasformarsi in azione concreta se la situazione dovesse peggiorare e passare alla fase di attenzione.
Cosa può fare il singolo cittadino
La buona notizia è che ognuno di noi può fare la differenza. La maggior parte degli incendi estivi, infatti, nasce da comportamenti umani, spesso da semplici disattenzioni. In fase di preallerta è bene evitare di accendere fuochi all’aperto, non bruciare sterpaglie o residui agricoli, non abbandonare mozziconi di sigaretta lungo le strade o nei campi e prestare attenzione a qualsiasi attività che possa generare scintille. Chi nota del fumo o un principio d’incendio non deve aspettare: la tempestività di una segnalazione può salvare ettari di bosco, abitazioni e, in alcuni casi, vite umane.
I numeri da tenere a portata di mano
Per ogni emergenza legata agli incendi è attivo il numero verde della Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana, la SORIS: 800 40 40 40. In alternativa si può chiamare il 115 dei Vigili del Fuoco. Vale la pena salvarli sul telefono, soprattutto in estate.
In sintesi
La preallerta non è un allarme che impone di chiudersi in casa, ma un invito alla prudenza e alla responsabilità. A Cefalù e nelle Madonie significa, semplicemente, tenere gli occhi aperti e adottare quei piccoli accorgimenti che impediscono a una scintilla di trasformarsi in un disastro.















