Oggi, 4 settembre, Polizzi Generosa ricorda la morte di fra Jachinu, l’eremita che per anni ha vissuto accanto alla statua di san Gandolfo. Per chi lo ha conosciuto non è una semplice ricorrenza, ma la “nascita al cielo” di un uomo morto in fama di santità.
Un uomo piccolo con il mulo
Fra Jachinu era basso di statura e gracile. Viveva presso l’eremo di san Gandolfo, si spostava con il suo mulo e si manteneva con le offerte dei tanti polizzani che gli volevano bene. Non parlava molto e le poche parole che pronunciava non erano sempre facili da capire. Bastava però il suo sorriso per capire chi fosse.
Il vestito che diceva tutto
Bastava guardarlo per capire la sua scelta di vita. Indossava una giacca e un gilet del colore del saio francescano, con un’immagine di san Gandolfo sempre appesa al petto. In testa portava un berretto dello stesso colore. La barba lunga completava il ritratto di un uomo che, senza abito religioso, viveva da frate.
Sempre accanto a san Gandolfo
Per i polizzani fra Jachinu e san Gandolfo erano una cosa sola. Lo si vedeva in paese soprattutto in tre momenti dell’anno: a settembre per la festa del patrono, a maggio per l’ultimo mercoledì dedicato al santo e il lunedì dopo Pasqua, quando nella chiesa di san Nicola si ricordava la morte del santo di Binasco. L’11 gennaio, giorno dello scampato terremoto, non sempre riusciva a salire in paese con il mulo: allora restava all’eremo e da lì pregava per la sua città.
Nei giorni di festa stava sempre accanto alla statua di san Gandolfo, ospitata alla Matrice nella cappella del Crocifisso. Non la lasciava mai sola e la seguiva in processione.
Gli ultimi anni in paese
Quando la salute non gli permise più di restare all’eremo, fra Jachinu trascorse gli ultimi anni in paese, in umiltà e solitudine. Nel Natale del 1980 un gruppo di giovani polizzani andò a fargli compagnia. Li accolse con il solito sorriso, li ringraziò più volte con voce flebile e qualche lacrima di gioia gli scese sul viso. “È la prima pasqua della mia vita che festeggio con dei giovani”, disse loro quella sera.
Un ricordo per Polizzi e le Madonie
Fra Jachinu aveva scelto l’eremo per rendere più forte la sua preghiera per i concittadini, senza mai dirlo a nessuno. Nel giorno che ricorda la sua morte, Polizzi Generosa e le Madonie ritrovano in lui un esempio di povertà, umiltà e condivisione: un santo del sorriso che ha camminato per le vie del paese senza che quasi nessuno se ne accorgesse.















