Rosario Mazzola nasce a Palermo il 19 settembre 1924 e muore a Cefalù il 24 dicembre 2018. Tra queste due date c’è la storia di un uomo che ha attraversato quasi un secolo di vita siciliana, partendo da una città distrutta dalla guerra e arrivando a guidare la diocesi di Cefalù, lasciando un segno che la comunità ricorda ancora oggi.
Oggi l’anniversario dell’ordinazione episcopale
Proprio oggi, 4 settembre, ricorre l’anniversario dell’ordinazione episcopale di Rosario Mazzola. Era il 1982 quando il parroco del Villaggio Ruffini ricevette la consacrazione a vescovo, diventando ausiliare di Palermo. Da quel giorno iniziò il cammino che sei anni dopo lo avrebbe portato a Cefalù. Una data che la comunità diocesana e chi lo ha conosciuto ricordano come l’inizio di una stagione nuova per la Chiesa cefaludese e madonita.
Un’infanzia segnata dalla guerra
Mazzola cresce in una Palermo ferita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Le famiglie vivono nella povertà, le case sono da ricostruire e la città deve rimettere insieme non solo i palazzi ma anche il suo tessuto sociale. È in questo clima di difficoltà e di speranza che matura la sua vocazione religiosa.
Entra nel Seminario Arcivescovile di Palermo e il 16 luglio 1950, a 26 anni, viene ordinato sacerdote dall’arcivescovo Ernesto Ruffini. Il primo incarico è quello di vice parroco nella parrocchia Maria SS. Regina degli Apostoli, in una zona popolare della città. Qui il giovane prete mostra subito una dote che lo accompagnerà per tutta la vita: la capacità di ascoltare le persone e di rispondere ai loro bisogni concreti.
Il parroco del Villaggio Ruffini
Nel 1952, a soli 28 anni, Mazzola diventa parroco del Villaggio Ruffini, un quartiere costruito tra il 1951 e il 1953 per ospitare le famiglie rimaste senza casa a causa della guerra. In una realtà di estrema povertà, il giovane sacerdote trasforma la parrocchia in un centro di assistenza sociale, culturale ed educativa. Non si limita a celebrare la messa: si occupa dei problemi quotidiani della gente e diventa un punto di riferimento per l’intera zona.
Nel 1965 fonda la Casa Soggiorno Poggio Maria, pensata come rifugio estivo per i ragazzi in età preadolescenziale. Con il tempo la struttura diventa una realtà attiva tutto l’anno, dove i giovani crescono attraverso il gioco e l’educazione. Nel 2007 si trasforma in un’associazione di promozione sociale che accoglie anche persone con disabilità.
Vescovo ausiliare e poi la nomina a Cefalù
Dopo la consacrazione episcopale del 1982, Mazzola serve come vescovo ausiliare di Palermo. Nel 1988 Papa Giovanni Paolo II lo sceglie come vescovo di Cefalù. La diocesi lo accoglie come un dono: in lui vede una guida spirituale ma anche un uomo pratico, abituato ad affrontare i problemi reali della gente.
A Cefalù Mazzola porta un modo nuovo di fare pastorale. Nel 1991 lancia il primo piano dedicato alla famiglia, con la creazione di gruppi familiari in ogni parrocchia e appuntamenti annuali. Nel 1993 arriva il secondo piano, dedicato alla comunicazione: la diocesi di Cefalù è tra le prime in Italia a formare sacerdoti e laici all’uso dei mezzi di comunicazione, a organizzare incontri con giornalisti e a dotarsi di un sito web.
La battaglia contro la mafia
Un altro capitolo centrale del suo ministero è la lotta alla criminalità organizzata. Mazzola affronta la mafia con le parole e con i fatti, attraverso omelie, eventi e campagne di sensibilizzazione nelle parrocchie, per educare la comunità a rifiutare ogni forma di complicità. Nonostante i rischi, non si lascia intimidire e diventa un simbolo di legalità e di resistenza.
Un vescovo vicino alla gente
Mazzola è ricordato per il rapporto diretto con la comunità cefaludese. Ascolta, incoraggia, affida ai laici incarichi e responsabilità dentro la Chiesa. Cura la formazione dei sacerdoti e dei giovani e immagina una diocesi aperta al dialogo con tutti, credenti e non.
La morte la vigilia di Natale
Il 24 dicembre 2018 Rosario Mazzola muore a Cefalù, la città che aveva scelto di servire trent’anni prima. Se ne va alla vigilia di Natale, a 94 anni, dopo una vita spesa tra i più poveri di Palermo e le parrocchie delle Madonie.
L’eredità nella diocesi di Cefalù
Oggi, nel giorno in cui si ricorda la sua ordinazione episcopale e a quasi otto anni dalla scomparsa, il nome di Rosario Mazzola resta legato a Cefalù e all’intero territorio madonita. I gruppi familiari, l’attenzione alla comunicazione, il coinvolgimento dei laici e la fermezza contro la mafia sono parte della storia recente di una diocesi che continua a riconoscersi nel vescovo nato tra le macerie di Palermo e morto sotto la Rocca.
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