Solenne celebrazione l’11 ottobre 2025 nella Cattedrale
La Chiesa di Cefalù si prepara a vivere il momento conclusivo del suo XII Sinodo diocesano, celebrato lungo un cammino che ha abbracciato gli anni dal 2020 al 2025. Un itinerario segnato dall’ascolto, dal discernimento comunitario e dall’azione dello Spirito Santo, che ha condotto la comunità verso un rinnovato slancio missionario.
Il Vescovo, S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Marciante, nella sua lettera indirizzata ai presbiteri, ai diaconi, ai consacrati, agli operatori pastorali, alle confraternite, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali, ha voluto sottolineare come questo Sinodo rappresenti il frutto maturo del Concilio Vaticano II, “che come humus scrive – ha reso fertile la terra della nostra Chiesa”. Lo Spirito e il Verbo hanno generato un processo di conversione evangelica che ora sospinge la diocesi verso un futuro di impegno comune e di testimonianza viva.
La conclusione solenne avrà luogo sabato 11 ottobre 2025, nella Cattedrale di Cefalù. La celebrazione eucaristica inizierà alle ore 18.00, e sarà impreziosita da momenti di particolare intensità: l’ascolto della Parola, la professione della fede pasquale, l’invocazione dello Spirito, la firma dei decreti sinodali. Prima della benedizione conclusiva, infatti, i testi ufficiali verranno suggellati come guida e orientamento per il cammino futuro della Chiesa diocesana.
La conclusione del Sinodo si colloca in prossimità della memoria liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, segno luminoso della salvezza e dell’amore di Cristo. È proprio dalla Croce, afferma il Vescovo, che scaturisce la missione rinnovata della Chiesa: “Ci gloriamo della Croce del Signore – ricorda – perché in essa troviamo la forza di una comunione che diventa testimonianza e servizio”.
Il prossimo 11 ottobre, annuncia il Vescovo, nella Cattedrale “accoglieremo per la liturgia di conclusione del Sinodo l’icona marmorea della Madonna dell’Alto, che da secoli veglia sulla comunità di Petralia Sottana e sulle nostre Madonie.
Abbiamo iniziato il cammino sinodale guardando a Maria di Gibilmanna, nostra madre e modello della nostra Chiesa, e alla sua scuola abbiamo imparato gradualmente la docilità allo Spirito e l’apertura alle novità di Dio. Concludiamo il percorso sinodale volgendo ora lo sguardo verso Maria che ci chiama a salire in alto, rifuggendo così da visioni meschine e autoreferenziali, e con lei imparare a respirare a pieni polmoni l’aria nuova che solo lo Spirito Santo può donarci.
Per questo, il prossimo 11 ottobre, la celebrazione si concluderà con la fiaccolata mariana. Accompagneremo con le candele accese e in preghiera l’immagine della Madonna dell’Alto dalla Cattedrale a Porta Terra e da lì poi l’icona marmorea farà rientro nel suo Santuario”.
Con questo segno “popolare” faremo memoria di quanto accadde la sera dell’inizio del Vaticano II e professeremo la nostra fede in Maria, Madre del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo.
Il Sinodo non si chiude dunque come un punto finale, ma come un nuovo inizio: un invito rivolto a tutti i fedeli della diocesi a farsi pietre vive dell’edificio spirituale, membra di un corpo che trova unità nel Cristo Pantocratore, immagine che campeggia maestosa nel mosaico absidale della Cattedrale di Cefalù.
In questo clima di gratitudine e di speranza, la comunità ecclesiale è chiamata a riconoscere il dono ricevuto e a impegnarsi perché le decisioni sinodali non restino solo parole, ma diventino vita vissuta, scelte pastorali concrete, testimonianza evangelica nei territori e nelle parrocchie.















