C’è un cinema che non cerca il clamore, non insegue il red carpet, non misura il proprio valore in applausi effimeri. È il cinema che entra nelle scuole, che nasce nei laboratori, che cresce nei corridoi e nelle aule, che prende forma nei sogni e nelle inquietudini dei più giovani. È questo il cinema che il Festival del Cinema di Cefalù sceglie di premiare il prossimo 18 dicembre, assegnando cinque riconoscimenti interamente dedicati al mondo della scuola e al suo straordinario potenziale educativo.
La giornata, ospitata presso l’Auditorium dell’I.I.S.S. “Jacopo del Duca – Diego Bianca Amato”, sarà molto più di una cerimonia di premiazione. Sarà un momento di restituzione collettiva, un incontro tra studenti, docenti, educatori e comunità, nel segno di un’idea precisa di cinema: non solo intrattenimento, ma linguaggio capace di formare coscienze, aprire domande, accendere responsabilità.
Il Premio ECO Cinema Cefalù sarà assegnato al cortometraggio Aria di domani, scritto e diretto da Giovanni Ziberna. Un’opera che racconta la trasformazione di una redazione scolastica da spazio leggero e informale a luogo di consapevolezza e impegno. Attraverso lo sguardo dei giovani protagonisti, il film mostra come la comunicazione possa diventare strumento di educazione ambientale e civile, capace di generare cambiamento. Non un racconto astratto, ma un’esperienza concreta che invita a prendersi cura del pianeta come bene comune, partendo proprio dalle parole, dalle scelte quotidiane, dalla responsabilità individuale e collettiva.
Il Premio VERITAS Cinema Cefalù andrà invece a Malpelo, cortometraggio scritto e diretto da Franco Blandi. Ispirato al celebre personaggio verghiano, il film affronta con forza e rigore il tema del pregiudizio sociale, trasportandolo nell’universo giovanile contemporaneo. Malpelo è uno sguardo che scava, che non si ferma alle apparenze, che restituisce dignità alle fragilità adolescenziali. Un’opera che chiede allo spettatore di interrogarsi, di sospendere il giudizio, di riconoscere la complessità dei percorsi di crescita, spesso segnati da etichette e incomprensioni.
Il Premio AMO Cinema Cefalù sarà conferito a La magia della terra, scritto e diretto da Alessandro Alicata. Qui il cinema diventa racconto d’amore nel senso più ampio del termine: amore per la vita, per la famiglia, per la memoria e per la propria terra. Il cortometraggio affronta con delicatezza il tema dei legami intergenerazionali e della cura dei luoghi del cuore, offrendo una riflessione profonda sul tempo che passa e sull’eredità emotiva che ogni generazione lascia alla successiva. È un film che parla di appartenenza e rinascita, ricordando che l’amore resta il motore più autentico di ogni cambiamento.
Particolarmente significativo è il Premio EDU Cinema Cefalù 2025, assegnato all’Istituto Magistrale Statale “Gelasio Caetani” di Roma per il film Moira, diretto da Francesco Aurelio. Nato all’interno del progetto didattico “InFormati per il successo”, promosso nell’ambito del PNRR, Moira intreccia storie di amore, destino e libertà, muovendosi tra realtà e immaginazione. Ispirato anche alla canzone d’autore italiana, il film dimostra come il cinema possa essere uno straordinario strumento educativo, capace di unire competenze digitali, sensibilità artistica e crescita umana. Un esempio concreto di scuola che innova, sperimenta, crea bellezza condivisa.
Chiude il quadro il Premio BUL Cinema Cefalù, attribuito al cortometraggio Apri la porta, scritto e diretto da Chiara Catera. Un’opera che affronta il tema del bullismo con sensibilità e forza educativa, raccontando la storia di Brian e il suo percorso di rinascita interiore. Il film parla a tutte le età, promuovendo valori fondamentali come il rispetto, l’ascolto e l’inclusione. È un cinema che non punta il dito, ma apre spazi di dialogo, restituendo fiducia nei sentimenti autentici e nella solidarietà.
Con questi cinque premi, il Festival del Cinema di Cefalù ribadisce con chiarezza la propria missione: mettere la scuola al centro, riconoscere il ruolo educativo del cinema, valorizzare i giovani come protagonisti attivi della cultura. Non si tratta solo di celebrare opere di qualità, ma di riconoscere percorsi formativi, esperienze collettive, comunità educanti che scelgono il linguaggio audiovisivo per parlare di ambiente, verità, amore, dignità e rispetto.
In un tempo in cui spesso la scuola è raccontata solo attraverso criticità e difficoltà, questi premi offrono una narrazione diversa: quella di una scuola viva, creativa, capace di produrre pensiero e bellezza. Un messaggio forte, che parte da Cefalù ma guarda lontano, affidando alle nuove generazioni il compito più importante: immaginare il futuro e costruirlo con consapevolezza.















