C’è un istante, nel cammino delle Olimpiadi, in cui il tempo sembra sospendersi e la storia si fa luce: è il momento in cui la fiaccola olimpica attraversa una città. Il suo passaggio non è un semplice gesto celebrativo, ma un rito antico, nato nel cuore della Grecia e custodito nei secoli come simbolo di purezza, pace e competizione leale. La fiamma, accesa secondo la tradizione con i raggi del sole nella piana di Olimpia, istituisce un filo luminoso che collega generazioni e popoli, ricordando che lo sport è, prima di tutto, fraternità, rispetto e incontro.
In questo solenne percorso che attraversa l’Italia in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, anche Cefalù è stata chiamata a divenire, per un giorno, parte viva di un grande racconto universale. La città normanna, crocevia di civiltà, porta di mare e di storia, ha accolto la fiaccola con un abbraccio corale che ha unito scuole, cittadini, associazioni e istituzioni, in una partecipazione intensa e composta, degna del valore simbolico dell’evento.
Il cuore della cerimonia si è svolto nella cornice senza tempo di Piazza Duomo, dove, alla presenza di una folla attenta e partecipe, ha avuto luogo la cerimonia di accensione del braciere olimpico. Un momento di forte suggestione civile e culturale, in cui la fiamma ha illuminato non solo la piazza, ma l’intera comunità, richiamando i valori fondanti dell’Olimpismo: lealtà, impegno, dialogo tra i popoli.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione del mondo della scuola. Studenti e docenti hanno accompagnato il passaggio della fiaccola con entusiasmo e consapevolezza, trasformando l’evento in una lezione viva di educazione civica, sportiva e culturale. In quei volti giovani si è riflesso il senso più autentico dell’eredità olimpica: la trasmissione dei valori alle nuove generazioni, affinché la fiamma continui a brillare ben oltre l’evento sportivo.
Conclusa la cerimonia, con le massime Autorità Civili e Militari, la fiaccola ha ripreso il suo cammino, portando con sé anche un frammento dell’anima di Cefalù. Un passaggio breve nel tempo, ma destinato a restare nella memoria collettiva come segno di unità, orgoglio e appartenenza a una storia più grande, che lega territori diversi sotto il comune linguaggio dello sport e della pace.
Per Cefalù, l’accoglienza della fiaccola olimpica non è stata soltanto un onore, ma una testimonianza: quella di una città capace di riconoscersi nei valori universali, di viverli con sobrietà e partecipazione, e di consegnarli, come una fiamma viva, al futuro.





















