Il mondo della scienza italiana è in lutto. È morto a Roma, mercoledì 21 maggio, il professor Amedeo Tornambè, astronomo di fama internazionale e figura di riferimento per la comunità astrofisica nazionale. Aveva 75 anni, essendo nato nel 1950. La notizia è stata diffusa dall’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo dell’INAF, di cui Tornambè era stato direttore dal 1996 al 2005.
Ma per Cefalù la sua scomparsa ha un significato del tutto speciale. Tornambè, di origini cefaludesi, era infatti tra i protagonisti di un’avventura culturale che per oltre vent’anni ha portato nella nostra città il meglio dell’astrofisica mondiale.
Il trio che ha portato le stelle a Cefalù
Insieme al professor Luciano Burderi e alla professoressa Tiziana Di Salvo, Tornambè è stato uno dei promotori dell’associazione “Cefalù and Astronomy”, l’organizzazione che ha trasformato la nostra città in uno dei punti di riferimento europei per i congressi di astrofisica.
Dai primi convegni alla fine degli anni Novanta fino alle edizioni più recenti, Cefalù è diventata, grazie a loro tre, la sede di incontri scientifici di altissimo livello. Ricercatori provenienti da tutto il mondo si sono ritrovati nella nostra città per discutere di supernove, stelle di neutroni, buchi neri e oggetti compatti, con un impatto culturale che ha coinvolto anche il Liceo Mandralisca e la cittadinanza.
L’ultima testimonianza di questa tradizione è stata la dodicesima edizione del Congresso Nazionale Oggetti Compatti (CNOC), che si è tenuta a Palazzo Comunale dal 27 al 30 settembre 2022, e più di recente il Microquasar Workshop del settembre 2025.
Conferenze popolari e divulgazione
Tornambè non si è limitato ai congressi per addetti ai lavori. Era convinto che la scienza dovesse parlare a tutti. Per questo, ogni estate, accettava di tenere conferenze divulgative aperte alla cittadinanza, in luoghi simbolo come la Terrazza della Fondazione Mandralisca.
Memorabile la sua “Quattro chiacchiere di astronomia” del 22 agosto 2012, introdotta da Manlio Peri, in cui spiegò ai presenti, in gran parte profani, i misteri di pianeti, stelle e galassie. In quell’occasione fu proprio Luciano Burderi a ricordare un articolo scritto a sei mani con Tornambè e Di Salvo in cui si calcolava, con un margine di errore minimo, quando due stelle di neutroni avrebbero finito per scontrarsi: tra circa 85 milioni di anni.
Una carriera ai massimi livelli
Tornambè insegnava all’Università La Sapienza di Roma e prestava la sua opera presso l’Osservatorio Astronomico di Roma. Prima ancora, dal 1996 al 2005, era stato direttore dell’Osservatorio di Collurania-Teramo, che sotto la sua guida è entrato a far parte dell’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica.
A Teramo introdusse i programmi di ricerca sulle supernove e sviluppò l’astronomia osservativa nel vicino infrarosso presso la stazione di Campo Imperatore. Proprio attraverso lo studio delle supernove, Tornambè inserì l’Osservatorio in una grande collaborazione internazionale che includeva Adam Riess, Brian Schmidt e Saul Perlmutter, i tre scienziati che nel 2011 avrebbero vinto il premio Nobel per la Fisica.
Il cordoglio dell’INAF
«Amedeo Tornambè ha rappresentato tanto per la storia dell’Osservatorio e per molto del personale oggi in servizio», ha dichiarato Mauro Dolci, attuale direttore dell’Osservatorio d’Abruzzo. «La sua cultura astronomica era davvero vasta e lo studio delle supernove, che introdusse a Teramo facendo di Collurania un riferimento nazionale e internazionale, era solo uno dei tanti campi dell’astrofisica stellare in cui aveva lavorato, sempre a livelli altissimi».
E ancora: «La scomparsa di Amedeo Tornambè lascia un grande vuoto in quanti hanno avuto il privilegio di lavorare con lui e di apprezzarne la grande carica di umanità. Amedeo ci mancherà moltissimo».
Per Cefalù, oggi, mancherà non solo un grande scienziato, ma anche l’uomo che ha saputo regalare alla sua città il cielo intero.















